Grecia, un tranquillo giovedì di paura
Nel giorno che vede la Lehman Brothers annunciare l’uscita dalla procedura fallimentare e spiega che ora sarà in grado di rimborsare i suoi creditori, lo spettro di un altro default, quello della Grecia, torna a far paura ai mercati. A Milano il Ftse Mib perde sul finale il 3,39% a 16.218 punti e l’All Share cede il 3,19% a 17.198. Francoforte perde il 3,4% a 6.633 punti, Parigi il 3,58% a 3.362,56 punti, Londra l’1,84% a 5.765,89 punti, Madrid perde il 3,39%. Sembra un paradosso, in controtendenza va proprio Atene che chiude con un rialzo del 2,77 per cento.
I mercati, affossati dalle banche, hanno i nervi scossi da una precisa scadenza, quella dell’8 marzo. Entro tale data i creditori privati di Atene dovranno decidere se aderire o meno alla proposta di scambio che, una volta andata in porto consentirà alla Grecia di togliere oltre 100 miliardi di euro dal fardello del debito pubblico. Quanti aderiranno? Se le adesioni dovessero essere sotto il 75%, scatterebbe il default disordinato. Sopra questa cifra invece dovrebbe esserci un default ordinato che non dovrebbe comportare il rimborso dei Credit Default Swap, cioè le assicurazioni con il default sottoscritte sui titoli greci: se Atene fa crac chi li ha sottoscritti incassa. L’obiettivo di Atene è di un 90% di adesioni. Sotto il 90% ma sopra il 75% il governo greco farebbe scattare i Cac e cioe’ l’adesione forzata di tutti i creditori privati all’intesa che Atene ha sottoposto all’Istituto internazionale che raggruppa le banche creditrici della Grecia (Iif). Proprio secondo l’Iif un crac disordinato di Atene costerebbe all’Europa e al Fmi 350 miliardi di euro per sostenere Italia e Spagna. Senza contare quelli in più che potrebbero rendersi necessari per Irlanda e Portogallo.
E sempre l’8 marzo si riunirà il board della Banca centrale europea dopo le due maxi aste di liquidità e le polemiche che ne sono seguite, Draghi dovrebbe tenere i tassi fermi. Ma sul tavolo dell’Eurotower non mancheranno i dati più preoccupanti: quelli greci e quella previsione al ribasso del Pil spagnolo (anche se Madrid ha garantito che rispetterà gli impegni). Il termometro, oltre ai corsi azionari, sarò come sempre lo spread. Oggi, martedì, lo spread tra Btp e Bund è risalito a 331,8 punti, con un rendimento al
5,07%. Quello tra bund e Bonos spagnoli è a 339 punti, con un tasso al 5,16%. Insomma, il prossimo, sarà un tranquillo giovedì a nervi tesi (se non di paura).
Quanto a Lehman Brothers,: dopo 1.268 giorni è emersa dalla bancarotta record da 639 miliardi di dollari e comincerà a ripagare i creditori a partire dal prossimo 17 aprile: 65 miliardi di dollari a fronte di richieste per oltre 300 miliardi di dollari.