Nuovi italiani e quattro chef ospiti
ONORE ai nuovi, nello splendido Resort battuto dall’acqua verticale. Cucinano loro il lunch d’accoglienza. Due idee su (bravi) tutti. I ravioli con tartufo, ruspanti e buonissimi, non i sofisticati ravioli trasparenti ai gamberi rossi su verdure croccanti, della giovane chef livornese Deborah Corsi. E la rivisitazione della minestra maritata campana di Giulio Coppola, allievo di Cannacciuolo, con la sua variante di pesce (calamaro, gambero crudo e polpettine di merluzzo). Gala Dinner con gli Chef ospiti europei: Vincent Florizoone, Belgio, in un vitello tonnato fiammingo, marinato in birra affumicata a la minute, insalata alla birra rossa. Alzata la cloche, botta olfattiva di affumicato, vitello tiepido, piatto notevole. Eduard Jaisler, Germania, con pancetta di maiale laccata (nello stecco), con polpo fritto, patate dolci, arachidi e latte di cocco. Divertente lo stecco, delizioso il polpo. Luca Collani del Baldin di Sestri Ponente con un meno convincente Riso Acquerello, prescinseau, pesto di Prà, spuma di Baccalà e olio alla nocciola. Xavier Sala, Spagna, con stufato di guancia di vitello di chianina aromatizzato con erbe toscane e prè di patate (la miglior guancia da tempo). Teo Fernetich, Croazia, con flirt di cioccolato bianco e limone. Notevole. Verticale Pommery fino al Cuvée Louise 2002. Spaghetti di mezzanotte con un gruppo di chef, stellati e non, a lottare con la fame, il bollitore e due sughi: un tonno bianco, riserva 1994 di Pomata, e abbondante spolverata di buccia d’arancia. E un rosso laziale con pancetta, diciamo amatriciana wild. Risate, ospiti europei divertiti e golosi. Meglio il tonno, forse c’era anche il peperoncino.