Il coraggio di don Mario. Un esempio da seguire per superare le ipocrisie
Gentile direttore, siamo i genitori di don Mario. Siamo rimasti sconvolti e amareggiati dall’articolo comparso oggi (ieri, ndr) sul suo giornale. Come genitori non possiamo tacere. Don Mario ha chiesto il silenzio stampa. Non rilascia dichiarazioni o interviste. Ma qualche vostro giornalista continua a seminare zizzania e gettare fango su una persona già messa in ginocchio dai suoi superiori. Di fronte a tanto dolore e sofferenza voi giornalisti prendete gusto a bastonarlo ancora di più? Ma siete uomini? Siete umani? Non avete un cuore? Se capitasse a voi una cosa simile ne sareste contenti? Sembra quasi che, per vendere qualche copia di giornale in più, prendiate gusto a togliere l’onore e la dignità delle persone riducendole a oggetto di scoop sensazionalistico! Perché volete aggiungere sofferenza a persone che cercano solo di vivere serenamente compiendo il proprio dovere? Che diritto avete di inventarvi interviste che lui non ha mai rilasciato? Siamo sconvolti, turbati… e chiediamo rispetto per nostro figlio. Per piacere rispettate il suo bisogno di tranquillità e la sua richiesta di silenzio stampa. I familiari di don Mario
VOGLIO dividere questa mia risposta in due parti. Nella prima rispondo da giornalista, nella seconda da genitore. Il collega autore dell’intervista non ha estorto parole, né inventato brani della conversazione, ma ha semplicemente riportato il contenuto di un dialogo realmente avvenuto nel quale don Mario ha espresso con chiarezza i concetti riportati, pur manifestando il proprio turbamento. Ritengo che il tema sia di grande attualità e interesse, perché porta alla ribalta una questione che riguarda la nostra società di fronte alla quale è bene porsi senza ipocrisie. E qui vengo alla seconda parte della risposta: credo che Mario Bonfanti abbia dimostrato un coraggio straordinario e da genitore sarei fiero di avere un figlio capace di fare quello che lui ha fatto. Il problema non è il suo, ma di chi giudica le persone sulla base di pregiudizi e non è in grado di capire ciò che davvero conta nella vita. ugo.cennamo@ilgiorno.net