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Ferrari, la prima delusione del 2015

Vediamola anzi tutto da un punto di vista ferrarista.

E’ la prima delusione dell’anno.

Come mi aveva detto il cloggaro Quattropalle, da Stoccarda si apprestavano ad alzare l’asticella.

L’hanno alzata.

Sapete, quando evito di appassionarmi  a faccende estranee al rendimento della macchina, ho le mie ragioni.

Perché qui  il problema vero consiste nella capacità di sviluppare la macchina.

In breve: limitandoci a Barcellona, la missione è fallita.

Vettel è ancora sul podio, ma il distacco nei confronti della Mercedes si è dilatato.

O i nostri hanno sbagliato qualcosa oppure il salto di qualità delle Frecce d’Argento è stato più grande. Persino troppo grande.

C’è da ragionare, senza fasciarsi la testa. Non ho mai immaginato Seb campione del mondo al primo colpo. E’ un bel sogno, è una utopia, è una cosa che realisticamente non stava e non sta in piedi. E il pilota non c’entra: ha guidato molto bene, in Catalogna.

Di Kimi mi è piaciuta la partenza. I problemi del sabato se li deve risolvere da solo. Se anche a Montecarlo fosse in quarta fila, ti saluto e sono, direbbe il commissario Montalbano.

Ma i piloti li abbiamo. La squadra, anche. Il materiale, un po’ meno.

Mi aspettavo di più?

Sì. Mi aspettavo di più.

Il resto.

  • Nico era al bivio, ha avuto il guizzo giusto, è stato magnifico per l’intero week end. Onore al merito.
  • Hamilton non l’ha presa benissimo, se vogliamo ha guadagnato ‘solo’ tre punti su Vettel ma chi può tentare di dargli fastidio nella caccia al titolo è Rosberg.
  • La Red Bull è imbarazzante e a volte anche il Genio (Newey) sbaglia.
  • La McLaren secondo me ha in mente il 2017, altro che il 2016.
  • La Williams con Bottas meglio del solito, però come scrivevo sopra se Kimi sta davanti in qualifica la Ferrari ga sempre terza e quarta.
  • Arrivabene può piacere o non piacere, per carità. Ma la franchezza con la quale ammette la frustrazione, insomma, è un indice di trasparenza che dovrebbe essere apprezzato.