La porta sul futuro
Credo che in questi giorni stiamo vedendo il futuro, sotto rete. Le finali scudetto del volley non sono ancora finite, e credo che l’epilogo sia davvero ancora tutto da scrivere. Ma chiunque si cucirà sul petto il triangolino tricolore, nella Superlega e nell’A1 femminile, a me sembra evidente una cosa che dovrebbe indurci all’ottimismo.
Ci sono due alzatori giovani, uno addirittura giovanissimo, sui quali i nostri ct hanno deciso di puntare, che stanno facendo vedere di che pasta siano fatti. Noemi Signorile è una novità relativa, perché nel gruppo azzurro c’era anche ai mondiali, seppure con un ruolo di terza alle spalle di Lo Bianco e Ferretti che non le ha permesso di essere protagonista spesso. Però la stagione post-mondiale poteva essere quella dello scoramento, e invece la Signorile ha risposto guidando Novara a vincere la Coppa Italia e ad essere in vantaggio nella finale scudetto. Il ct Marco Bonitta, sul conto del quale tra qualche giorno vi annuncerò una novità spero di vostro gradimento, ha scelto di investire molto su di lei, per il futuro azzurro.
L’altro ct, Mauro Berruto, ha inserito il nome di Simone Giannelli nella lista azzurra quando quasi tutti (me compreso) non conoscevano le straordinarie qualità di questo ragazzo. Oggi Giannelli ha vinto, da titolare, garatre della finale scudetto, dando una lezione a un certo Bruninho e dimostrando una freddezza incredibile per i suoi diciotto anni, abbinata a grandi qualità tecniche e tattiche. Io così forte, nel suo ruolo, alla sua età, in oltre trent’anni di pallavolo seguita da tifoso e da giornalista, ne ho visto soltanto uno.
Si chiama Fabio Vullo.