La porcata degli “impresentabili”
Politicamente parlando, è stata una “porcata”. Un’operazione politica di parte (parte residuale) destinata a falsare l’intero risultato elettorale come e più di quanto non fece il famigerato Porcellum. L’iniziativa del presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, ha avvelenato i pozzi della politica: la diffusione della lista dei cosiddetti “impresentabili” a poche ore dal silenzio elettorale ha infatti convinto l’opinione pubblica che le liste delle regionali siano caratterizzate da corrotti e camorristi. E nessuno starà lì a notare che la lista Bindi si compone di soli 16 nomi, 16 candidati di dubbia moralità sugli oltre 4mila complessivi: lo 0,4%. Fosse questo il vero livello del malaffare in politica, ci sarebbe da festeggiare. Ma la realtà non conta. Conta la rappresentazione della realtà. E di fronte a simile rappresentazione possiamo essere certi che, oggi, l’astensionismo farà un ulteriore balzo in avanti. Grazie alla Bindi. Ma non solo a lei. I filosofi l’hanno chiamata <eterogenesi dei fini>, è il meccanismo per cui quando ci si dà un obiettivo si corre spesso il rischio di vedere realizzato il suo contrario. In materia di etica politica è una certezza. E’ già accaduto con l’abolizione dell’immunità parlamentare e con l’introduzione della legge Severino. Continua ad accadere. Accade che i partiti, tutti i partiti, abbiano attribuito all’Antimafia il potere di sindacare le proprie liste elettorali spingendosi ben oltre la legge nella speranza di riavvicinare i cittadini alla politica. Obiettivo fallito, i fatti contraddicono le premesse. Vale anche per Matteo Renzi. Che prima ha teorizzato il primato della politica, poi ha lasciato che un organismo parlamentare ne censurasse le scelte. Prima ha legittimato la lista Bindi, invitando gli elettori a non votare i candidati che ne facevano parte; poi, scoperto che nella lista c’era anche il candidato del Pd alla presidenza della Campania, Vincenzo De Luca, è tornato ad invocare il primato della politica. Due parti in commedia, due parti incompatibili. Ma ormai il danno è fatto, si voterà ancora una volta sotto la spada di Damocle della questione morale. Avremmo voluto parlare della scarsa presa di Renzi sul Pd, i cui candidati alla carica di governatore poco o nulla hanno di renziano. Avremmo voluto ragionare su un piano politico della scissione in corso tra nuovo renzismo e vecchio sinistrismo. Avremmo voluto raccontare nel dettaglio la crisi di Forza Italia e le sue faide interne. Avremmo voluto paventare il sorpasso del salvinismo sul berlusconismo. Avremmo voluto ragionare della tenuta grillina. Avremmo voluto indugiare sul ribaltone marchigiano… Siamo invece costretti a discutere di impresentabili, cioè dello 0,4% dei candidati.