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E se Marchionne restasse a casa?

Beh, io chiederei a Sergio Marchionne di mostrare il suo amore per la Scuderia restandosene a casa a guardare i Gp in tv.

Dico, due presenze alle corse e due volte la Rossa senza podio.

Ma, a parte le battute (tra l’altro SM, prima della gara, ha pure detto cose interessanti, dagli inviti alla Audi all’offerta a Red Bull eccetera), certamente questo è il momento più difficile da quando Arrivabene è a capo del reparto corse.

Metto le cose in fila.

Il pasticcio raikkoniano, condito al muretto, nelle qualifiche di sabato.

Il botto di Kimi con Alonso durante il primo giro (ed è andata di lusso: pochi centimetri più in là e ci poteva scappare la catastrofe. L’indagine sulla causa interessa poco, se si considera lo scampato pericolo)

Il pit stop toppato con il povero Vettel  che per un dado si vede sottratto il terzo posto, nonostante il generoso tentativo di rimonta su Massa.

Butta così ma non penso debba finire così.

La superiorità della Mercedes esiste e resiste. Non è una novità. La Ferrari va più piano, in qualunque condizione.

Io rimango del parere che sia bene recuperare, in termini di prospettive, il piano di inizio stagione: vincere un paio di gare sarebbe già grasso che cola, fidatevi.

Rosberg al terzo successo nelle ultime quattro gare. Impeccabile lui, bizzarro Hamilton. Stavolta la squadra non c’entra. Ha sbagliato lui in partenza e ha sbagliato lui in corsia box. Eccesso di sicurezza? Non so.

Massa è stato magnifico, mi dispiace per Seb ma Felipe il suo podio se l’è conquistato. E’ un vecchietto coraggioso e io lo rispetto.

Maldonado mi diverte sempre molto.

Ma questo Gp d’Austria proprio non è stato divertente.