Badanti italiane: non tutti i mali vengon per nuocere
La crisi economica ha ridotto la richiesta di servizi domestici da parte delle famiglie, ma non del lavoro di cura per gli anziani: nel 2014 i lavoratori domestici sono diminuiti nel complesso del 5,8%, ma tra questi le badanti hanno «tenuto». Soprattutto, sono aumentate le badanti di nazionalità italiana. Insomma, l’ennesima dimostrazione che malgrado le dichiarazione sulla fine della crisi, siamo ancora messi molto male.
Mariangela B. Milano
Ha ragione la lettrice: il raddoppio delle italiane nei corsi di formazione per colf e badanti fotografa uno dei tanti effetti della crisi. Proprio così: l’Italia non è un Paese per stranieri o, meglio, non lo è più. Perché ora un esercito di pensionate, disoccupate e giovani italiane al primo impiego bussa alle porte delle famiglie. Il motivo? La crisi economica che costringe le famiglie a tagliare sulle spese extra, come ad esempio quelle destinate ad un aiuto in casa per le donne, e contemporaneamente fa sì che si ritorni ai lavori domestici, soprattutto quando si è perso il proprio impiego e ci si deve reinventare un’altra mansione. Non tutti i mali vengono però per nuocere: gli anziani ritrovano compagnia e le famiglie tornano a riunirsi per bisogno. D’altro canto – è pleonastico asserirlo – un Paese che ha oltre tre milioni di disoccupati non si può permettere di snobbare un lavoro dignitoso e di grande utilità come quello rappresentato dall’assistenza agli anziani.
laura.fasano@ilgiorno.net