Se la riforma è l’ennesima occasione perduta
Le proteste contro la riforma della scuola sono state una vergogna. La scuola è uno dei pilastri fondanti di ogni società, non può essere lasciata come è stata finora. Il corpo insegnante, a partire dai presidi, deve essere valorizzato e con questo intendo: più rispetto, più autorità, ma anche più responsabilità e serietà. Ma evidentemente c’è qualcunio che tutto ciò non lo vuole.
FrancescaF, ilgiorno.it
MA DI CHE COSA ha veramente bisogno la scuola italiana? Quali sono le vere criticità, i punti su cui focalizzare l’attenzione e che davvero necessitano di un cambiamento? Innanzi tutto c’è il problema delle risorse, cioè delle coperture finanziarie perché una buona scuola è anche una bella scuola. Peccato che l’Italia sia al penultimo posto in Europa per spesa pubblica nell’istruzione in rapporto alla spesa pubblica totale. Questo significa che non esiste l’esigenza di fare stravaganti riforme, ma soltanto di investire più fondi per i progetti degli insegnanti e stipulare un nuovo contratto della scuola capace di restituire ai docenti la dignità perduta. Perché in realtà la buona scuola è già una realtà, ed è presente con la grande professionalità di tantissimi insegnanti, che se anche malpagati, onorano il loro servizio senza mai tirarsi indietro. L’iter della legge è stato però mal gestito, si sono scambiate la necessità di riformare e l’efficienza con una serie di forzature che hanno alienato il favore degli insegnanti. Da qui la sensazione dell’ennesima occasione perduta.
laura.fasano@ilgiorno.net