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Viaggi e miraggi

Avevo qualche idea per questo post, ma non avevo ancora avuto il tempo di assecondarne nessuna.

Avrei voluto dedicare il giusto spazio all’amico Lloy Ball e agli altri fenomeni Bebeto, Renan Dal Zotto e Fofao, appena ammessi nella Hall of Fame. Avrei voluto raccontare alcuni degli scherzi che Renan faceva ad Andrea Giani e a Vigor Bovolenta, il più innocente con la schiuma da barba, quello più pestilenziale invece non ve lo racconto, ma fidatevi, vi dico solo che anche un campione con una soglia del dolore alta come il Giangio, in quel bagno non riusciva ad entrare.

Oppure, stavo pensando, potrei scrivere dei due talenti che l’estate del 2015 ha messo in mostra in regia, Simone Giannelli tra i maschi e Ofelia Malinov tra le femmine, entrambi predestinati a mio avviso. Ecco, quello sul dualismo tra Giannelli e Travica sarebbe stato un punto interessante, da dibattere. Perché Travica è, a mio parere, un alzatore fin troppo maltrattato dai suoi detrattori, ma sempre a mio parere, Giannelli è già oggi più forte di lui. Come ho già avuto modo di spiegarvi, io così bravo, in quel ruolo, a quell’età, ho visto giocare soltanto Fabio Vullo.

Comunque, la cronaca si è premurata di cancellare questi temi, proponendone uno molto più d’attualità. Stamattina quattro giocatori sono stati mandati via dal gruppo che stava preparando la Final Six della World League che inizia mercoledì. Non sono gente qualunque: il capitano Dragan Travica, per il quale Berruto si è preso molto critiche difendendolo anche quando le orecchie fischiavano; il giocatore più forte della nazionale, Ivan Zaytsev; l’opposto Giulio Sabbi, che stava attraversando un buon momento di forma e probabilmente sarebbe partito titolare mercoledì contro la Serbia; il prospetto Luigi Randazzo.

Berruto non ha voluto addentrarsi in troppi dettagli, limitandosi a dire che il motivo dell’espulsione era il mancato rispetto di una regola accettata da tutto il resto della squadra. Mancato rispetto deliberato, a dire del ct, e quindi ancora più grave. A quanto è dato sapere, i ragazzi sono rientrati alcune ore più tardi del consentito sabato notte. Domenica avevano il giorno libero, ma non possono aver pensato che questo permettesse loro di trasgredire, perché sul rientro in hotel Berruto era stato molto preciso. Quando ha saputo dello sgarro, però, il giorno dopo, la squadra era già uscita per la giornata libera. E questo spiega come mai sia passata una apparente giornata di festa (Zaytsev ha postato su Istagram e Twitter l’immagine del gruppo sulla spiaggia di Rio, in completo relax), tra l’infrazione e il provvedimento, giunto nella serata di domenica dopo una riunione tra il ct e la squadra, cinque minuti dopo le 21,30 che era l’orario fissato per il ritorno.

Ora, chi segue questo blog sa che io ho molta stima del Berruto allenatore e anche della persona, a chi non lo sapeva la dichiaro apertamente in questa occasione. Non sono tra quelli che pensano, per esempio, che il suo livello culturale superiore alla media sia un buon motivo per prendersela con lui quando perde. Al ct si chiede di vincere, di far crescere i giocatori, nel caso di una nazionale di rendere il gruppo degno della maglia che indossa, che incarna valori diversi da quelli di un club. So benissimo che il suo essere scrittore e filosofo gli si ritorce contro, quando le cose non vanno bene, come è successo nel mondiale scorso e come sta succedendo adesso. Penso anche che questo non sia giusto, perché non è quello il metro per giudicare l’opera di un tecnico. Berruto finora ha fatto quasi sempre bene in campo, con una grossa macchia nel mondiale scorso che ancora non è scomparsa. Che scriva o tenga lezioni simpatiche o antipatiche, non deve contare.

Ho grande stima anche dell’intelligenza non soltanto sportiva di Dragan e di Zaytsev, sui quali ovviamente si concentra l’attenzione perché uno è (era) il capitano, l’altro dovrebbe essere il faro, anche se sta mal digerendo il cambio di ruolo da opposto a schiacciatore.

So che sono due ragazzi intelligenti, e sono sicuro che hanno già capito di aver sbagliato. Ma nessuno di noi può credere che il problema sia solo un rientro ritardato, è chiaro che c’è dell’altro, che ci sono ancora danni del mondiale passato nelle teste dei protagonisti.

Credo che tutti, compreso il ct, dovrebbero fare un piccolo passo indietro, per il bene della nazionale. Di qualunque durata sia il loro futuro in azzurro.

Qui state armeggiando, tutti, con qualcosa di più grande di voi.

Berruto ha le sue responsabilità perché se due leader si comportano così, vuol dire che è fallito il percorso di ricostruzione che il ct ha messo in piedi durante l’inverno, una volta ricevuta una conferma che era tutt’altro che scontata. Al telefono l’ho sentito ferito personalmente, di sicuro sta rimuginando sui suoi errori. Io comunque preferisco sempre uno che reagisce, magari anche in modo esagerato, a uno che accetta che le cose rotolino.

Però anche i ragazzi che vanno in azzurro, se dicono a parole di voler dare tutta la loro disponibilità al progetto, poi devono mantenere con i fatti quello che dicono. Non sono obbligati a stare in nazionale. Ma se ci stanno, devono accettare le regole del capo. Anche se fossero sbagliate. Toccherà ai capi del capo, eventualmente, analizzarne il fallimento e rimuoverlo. Nelle società complesse funziona così.

Forse i margini per rimettere insieme i pezzi in nome dell’interesse superiore (la Coppa del Mondo che qualifica per Rio) ci sono ancora.

Ma mentirei, se vi dicessi che ci credo.