Dal letame nascono i fior
Vorrei fare lo sborone, scrivere ‘io ve l’avevo detto’, e sarebbe anche vero come si può controllare qui. Ma non ha senso vantarsi di averlo capito ben prima di ieri sera, che Giannelli sarebbe stato un crack anche in nazionale. Non ha senso perché la forza di questo ragazzo, che pure aveva legittimamente bisogno delle verifiche a livello internazionale, è di quelle talmente abbaglianti che solo un cieco potrebbe non vederla. Quando uno è un predestinato, non ha senso opporsi al fato.
Allora proviamo a guardare avanti. Comunque vada stasera contro la Polonia (ma i ragazzi che hanno vinto la maratona contro la Serbia giocando con i denti e con la testa meriterebbero di non fermarsi qui), quello di ieri sera è probabilmente un punto di svolta nella stagione azzurra. Di sicuro lo è dal punto di vista strettamente tecnico, perché adesso l’Italia è di Giannelli, che non ha ancora compiuto 18 anni ma è già riconosciuto come leader tecnico dal resto del gruppo. Spero che non gli diano i gradi di capitano, perché ieri Birarelli ha dimostrato con il rendimento tecnico e con la presa sui compagni che anche quella scelta, intendo quella di togliere la strisciolina dalla sua maglia e metterla su quella di Travica, è stata sbagliata. So perché il ct Berruto l’aveva fatta, il ‘movente’ era giusto e condivisibile, ma i fatti hanno smentito la bontà della sostanza della scelta. Gli stessi fatti, in questo caso molto aiutati dal ct con la sua scelta dirompente di mandare a casa i quattro…ritardatari, dicono che ora c’è un gruppo più forte, che ha dettato con questo risultato e con questo impegno le regole. Non credo che tutti e quattro gli espulsi dal Brasile saranno reintegrati nel gruppo: è un pronostico mio e me ne prendo responsabilità e rischi, perché Berruto sul tema è più chiuso di un’ostrica, ma credo che Travica non farà più parte del ciclo azzurro, mentre Zaytsev e gli altri due saranno riammessi. E troveranno un gruppo di ragazzi che, giocando così e vincendo così, ha stabilito nuovi confini morali, ha spostato le geometrie interne e ridefinito il peso dei singoli. Zaytsev è un ragazzo che ha bisogno di sentirsi protagonista per rendere al meglio, bisogna vedere come la sua testa e il suo carattere elaboreranno il fatto che oggi Ivan è ‘uno dei’ e non ‘il’ martello azzurro. Per me resta il più forte, sia chiaro. Ma non è più imprescindibile. L’arrivo di Juantorena non farà che accentuare questo fenomeno. Io ho molta fiducia, penso che Ivan sia un ragazzo intelligente e che il nuovo ruolo nel gruppo possa anche permettergli di fare meglio, di giocare più leggero. La prossima scommessa è questa.
Va a finire che un episodio che ha fatto molto male all’immagine della nazionale e di tutto il volley diventa la chiave per ripartire davvero. Come nella canzone di Faber…