Frau Merkel, una come noi
Ebbene sì, lo confessiamo, la Merkel c’era piaciuta. Ormai assuefatti alla facilità con cui i politici nostrani piegano idee e principi alla convenienza mediatica del momento, quell’estrema coerenza ci era sembrata un monito. Una lezione solenne. Sostenere che c’è un limite all’accoglienza degli immigrati quando a porti la domanda è una bambina palestinese che implora accoglienza, e farla piangere, e non curarsi del fatto che tutto ciò stia avvenendo davanti a una telecamera, è una lezione di responsabilità politica. Uno schiaffo a chi cerca il consenso sempre e comunque. Errore, era solo una scivolata. Una distrazione, un passo falso. Ieri, infatti, il ministro tedesco per le politiche migratorie ha detto che la bambina in questione potrà restare in Germania, pur non avendo i requisiti necessari per ottenere asilo. Morale della favola: tutto il mondo è paese, e quanto a furbizia in politica la Germania è un Paese più arretrato dell’Italia. Vorrebbe, ma non può. Almeno in questo, sia Renzi sia Berlusconi possono dar lezioni tanto alla Merkel quanto a Schauble.