Ferrari, ten years ago
Se non ricordo male, era il 5 agosto del 2005.
Dieci anni fa.
Un tizio che in Ferrari contava moltissimo mi concesse una confidenza. Sa, disse, Schumi ha deciso. Ancora un anno, il 2006, e poi smette.
Non rimasi sorpreso. L’ipotesi girava da tempo e aveva il pregio della credibilità. Era normale che Michael immaginasse il capolinea e ci stava anche che non desiderasse uscire di scena con i risultati disastrosi del 2005, figli della incapacità Bridgestone di fornire gomme in grado di reggere per un intero Gran Premio.
Però, mi dispiaceva. E per forza. Non sono mai stato amico di Schumi, a lui non interessava la compagnia dei giornalisti ed era un suo diritto. Ma l’avevo visto entrare in F1 a fine agosto del 1991 e avevo imparato ad ammirarne l’enorme talento. Dopo di che, trasferitosi a Maranello, aveva realizzato tutti i nostri sogni.
Chi mi diede la notizia aggiunse anche che era stato individuato il sostituto.
Kimi, mi disse, ha firmato il contratto in Germania, con Todt è tutto a posto e in Ferrari sono convinti di aver scelto, in Raikkonen, la persona giusta.
Ten years ago.
Quanto capitato negli oltre tremila giorni successivi, è a disposizione per il giudizio di ognuno di noi.