Lo sballo in disco: e se provassimo a parlare coi giovani?
Non ha senso chiudere le discoteche. Oggi la droga è ovunque… nelle stazioni, nei parchi e addirittura nelle scuole. La gente deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni perché a quell’età si è consapevoli di tutto. Esiste un dovere di vigilanza sulla propria attività, ma non è possibile riuscire a controllare tutto e le istituzioni stesse ce lo insegnano quotidianamente.
Stefy, ilgiorno.it
Di notte i ragazzi inseguono la cosiddetta sensation seeking, le forti emozioni. Siano esse assicurate da droghe leggere o spericolate corse in auto che hanno in alcuni casi tragiche conseguenze. Che fare allora? Vanno bene controlli più severi dentro e fuori dalle discoteche, vanno bene le chiusure per quei locali dove si preferisce chiudere un occhio (o entrambi), vanno bene le normative a tutela dei minori. Ma tutto questo è destinato al fallimento senza un lavoro a monte sui ragazzi. Nessun indottrinamento – sia chiaro – ma lo sforzo da parte della famiglia, della scuola e delle istituzioni al dialogo, alla comprensione, alla spiegazione. Non è, insomma, la discoteca a spingere allo sballo. Sì, certo, le luci intermittenti, la musica ripetitiva, i colori adatti «al sogno» , possono confondere le idee, ma da qui a scegliere micidiali cocktail di alcool e droga ce ne corre. Perché è la mancanza di comprensione e dialogo che porta i giovani a esagerare su una pista da ballo. Meglio parlare, allora. E informare i giovani su cosa prendono (e rischiano).
laura.fasano@ilgiorno.net