Montanelli e le partenze dei Gp
Dal Belgio i piloti di Formula Uno disporranno di meno ‘aiuti’, chiamiamoli così, in fase di partenza.
In verità io non mi aspetto chissà quali sconvolgimenti.
Elettronica o meno, chi guida una monoposto presumibilmente conosce i meccanismi che governano l’avvio di una vettura. Di sicuro più sei ‘assistito’ dai computer e meno rischi di commettere puttanate corri: ma, grosso modo, ci siamo già passati e io non ho notato, nei periodi di regole diverse, clamorose alterazioni nel rendimento dei singoli.
In compenso, ho visto partenze che voi umani, eccetera.
Una volta, non rammento bene dove fossimo, il giapponese Nakano praticamente scattò in..retromarcia. Una scena delirante, nemmeno il regista di ‘Paperissima’ sarebbe stato in grado di immaginarla.
Poi mi viene in mente quella volta a Spa nel 1998. Ci fu un groviglione gigantesco, macchine che come birilli rimbalzavano di qua e di là, una scena apocalittica. E nessuno si fece niente.
Negli anni Settanta, per l’unica volta a parte il ricordo di Ferrari in occasione della morte, Indro Montanelli scrisse alcune righe dedicate alla Formula Uno.
Espresse così il suo sentimento, più o meno: la F1 è quella cosa che io mi metto a guardare la domenica appena finito di mangiare per vedere se c’è un bel botto in partenza. Quando non c’è e di solito non c’è, concluse Cilindro, allora mi addormento placidamente dopo due giri.
Parliamo di quaranta anni fa, eh.
Certi dibattiti sulla F1 che ha perso fascino e non trasmette più emozioni e bla bla bla, insomma, sono, con tutto il rispetto, la scoperta dell’acqua calda.
Ps. Il Drake si arrabbiò moltissimo con Montanelli per quella frase, ca va sans dir.