Un incentivo per l’occupazione al femminile
È un aspetto dei decreti attuativi della riforma del mercato del lavoro approvati nelle scorse ore che avrebbe dovuto essere valorizzato di più dai giornali: è finito il tempo della pratica delle dimissioni firmate dal lavoratore «in bianco», magari richieste da un datore di lavoro a una donna per poi metterla alla porta in caso di maternità. Piccolo, grande passo verso una reale parità di trattamento uomo-donna.
Lettera firmata, Milano
Dopo anni di battaglie contro la pratica delle #DimissioniInBianco (che potevano essere tirate fuori dal cassetto e usate in caso di gravidanza o infortunio/malattia), finalmente è arrivata la soluzione: le dimissioni devono essere fatte telematicamente, con appositi moduli, quindi non si può più imbrogliare. In questo caso, insomma, agli annunci sono seguiti i fatti, il governo lo aveva promesso e lo ha fatto: adesso non sarà più possibile adottare una pratica ingiusta per i lavoratori e che ha colpito soprattutto le donne. Per quanto possa sembrare assurdo purtroppo, i dati ci hanno detto che finora, a dispetto della retorica sull’importanza della maternità, nel nostro Paese il fenomeno era abbastanza diffuso, soprattutto in tempi di crisi. Oggi sono state messe le premesse per cambiare registro, sperando che tutto ciò sia un ulteriore incentivo per l’occupazione al femminile.
laura.fasano@ilgiorno.net