Siamo sempre un Paese di furbetti che non paga le tasse
ANCORA UNA VOLTA l’Europa ci dice che siamo un Paese di evasori. Di grandi evasori. E ogni governo ci dice che ha fatto e farà la caccia agli evasori. Qualcosa non torna. Uno dei due ho sbaglia o mente. Pare che un terzo delle tasse gli italiani non le pagano. Ora tolti quelli a reddito fisso, tolti i pensionati e in parte tolti anche i commercianti non mi pare che restino tante categorie? O no? Marcello, da il giorno.it
SECONDO I DATI della Corte dei conti di Roma e quelli del Parlamento europeo, in Italia l’evasione fiscale vale circa il 30% del Prodotto interno lordo, ovvero la misura della ricchezza di un Paese. Per ogni 100 euro fatturati o comunque dichiarati, circolano (calcolo fatto tra il 2010 e il 2013) tra i 34 e i 38 euro di pagamenti nascosti al Fisco. Inutile sottolineare che ogni governo ha sempre posto ai primi posti la lotta all’evasione con risultati fin qui risibili, perché siamo da sempre un popolo di furbetti dove non ci sono nè fatture nè scontrini e dove i reati relativi all’evasione fiscale o ai crimini economici sono sanzionati in modo molto, troppo, leggero. Da decenni la macchina del fisco viaggia con il freno a mano tirato. Per un motivo squisitamente politico: i partiti di turno nella stanza dei bottoni non hanno alcuna intenzione di giocarsi il consenso di quella piccola borghesia urbana, cioè imprenditori, liberi professionisti, commercianti e artigiani, capace di spostarsi da un fronte politico all’altro a tutela dei propri interessi. Di evasori. laura.fasano@ilgiorno.net