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La difficile corsa ad ostacoli su una carrozzina

L’ennesimo atto di discriminazione nei confronti dei disabili è accaduto a Torino. Nel capoluogo piemontese un tassista ha rifiutato di effettuare la corsa e di caricare un disabile con la motivazione «non carico le carrozzine». Il disabile, rimasto a piedi, è Luca Pancalli, presidente nazionale del Comitato Paralimpico. Vale la pena riflettere: ogni giorno noi disabili subiamo ingiustizie. Ogni giorno qualcuno ci sottrae qualcosa. Antonio Montoro, Biella

E – AGGIUNGE IL LETTORE – lo fanno i privati, lo fa lo Stato. L’84% dei portatori di handicap in età lavorativa non ha un impiego. Chi ha un grado di invalidità inferiore al 74% deve lavorare fino a quasi 70 anni, come avviene per le persone sane. Molti parenti e amici sfruttano il tagliando disabili senza avere l’intestatario a bordo. La vita di chi è costretto su una carrozzina è una corsa ad ostacoli perché non esistono fondi sufficienti, a fatica vengono varate leggi in merito, non sono realizzate sufficienti strutture accessibili a tutti e persino i mezzi pubblici non possiedono la pedana per consentire l’entrata a persone disabili. Il nostro Paese è un generatore di frustrazioni per gli handicappati e un moltiplicatore di disperazione per le famiglie. A cominciare dalla via Crucis che porta al riconoscimento della condizione invalidante. Carte, verbali, iter stressanti. Allora, provocatoriamente ben vengano situazioni come quella di Torino al limite dalla decenza e la vasta eco che ne è seguita: è anche questo un modo perché l’Italia provi a cambiare. laura.fasano@ilgiorno.net