Insieme è possibile
DA DOMANI Il Giorno costerà dieci centesimi in più. Potrei partire sottolineando che eravamo rimasti gli ultimi tra i grandi quotidiani italiani a mantenerci ancorati al prezzo di un euro, cifra tonda, ideale per chi frequenta le edicole. Sarebbe anche troppo facile puntare sul fatto che in questi ultimi mesi tutto è aumentato, dal prezzo della carta a quello della benzina e quindi dei trasporti. Ma preferisco evidenziare altri aspetti che legittimano e spiegano questo inevitabile passaggio. Voglio invitarvi a riflettere su quello che è un quotidiano e in particolare il nostro Giorno. Tutte le mattine portiamo nelle edicole italiane 150 pagine, distribuite nelle 15 edizioni dedicate alle città lombarde, scritte da 74 giornalisti e 120 collaboratori, realizzate da 57 tra poligrafici e rotativisti. Milioni di parole, centinaia di foto che, nel modo più armonioso possibile, vanno a formare un insieme che racconta la nostra storia quotidiana, lasciando un segno indelebile nel tempo. È come se tutti i giorni dell’anno pubblicassimo un libro, per giunta illustrato.
I GIORNALI, straordinario prodotto della creatività, sono il frutto di un lungo percorso che è andato crescendo nei secoli. Noi italiani siamo poi autentici maestri di questa nobile arte: confrontate i quotidiani e scoprirete caratteristiche, particolarità che ne accentuano le differenze gelosamente custodite dalle diverse testate. Le pagine che progettiamo, scriviamo e disegnamo sono opere dell’ingegno e assumono ancor più valore se si pensa che la loro nascita e la loro fine si esaurisce nel corso delle 24 ore, quanto dura la vita di una farfalla. Giornalisti, grafici, tipografi concorrono a far sì che i lettori possano trovare quello che si aspettano: notizie, storie, curiosità, informazioni indispensabili per districarsi tra le mille insidie quotidiane. Negli ultimi anni si è insinuata l’idea che tutto questo non avesse un prezzo, complice la free press che ha contribuito a far sì che molti si accontentassero di un lancio di agenzia per poi approfondire, così si sentiva dire, attraverso altre vie. Oggi è importante uscire da questo equivoco, riaffermando che il ruolo dei quotidiani resta insostituibile: non c’è Internet che tenga, televisione più o meno ben fatta che possa sostituire la parola scritta. I lettori che ci hanno sempre seguito lo sanno e per questo non ci hanno mai abbandonato. In questo momento è necessario che proprio loro si facciano portatori di questo messaggio perché il nostro mondo sia conosciuto anche da chi non frequenta le edicole. Noi non possiamo rinunciare a voi lettori, ma siamo anche convinti di rappresentare una risorsa irrinunciabile per continuare a far crescere il Paese. Insieme è possibile.