Marò, nuovo rinvio-farsa: finiamola con questa giustizia del…Kerala
Casò dei marò: l’Alta Corte di Kochi ha nuovamente disposto un rinvio nel processo riguardante la giurisdizione da applicare nell’incidente in mare di metà febbraio in cui sono coinvolti i due maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo ha appreso l’Ansa da fonti della delegazione italiana in India.
A questo punto è una farsa perchè delle due l’una: o l’India ammette che l’Alta corte di Kochi è in mano a un pool di deficienti e affida il caso a qualcun altro, o ammette che dietro questi continui rinvii senza alcun senso c’è la volontà di tirare il caso per le lunghe, per motivi politici. Visti i teorici buoni rapporti tra Italia e India, la situazione sta diventando francamente incomprensibile da qualsiasi parte la si giri. Viene perfino il sospetto che sotto sotto si stia combattendo una sorta di guerra fredda tra i due paesi su qualche questione più importante di cui ai comuni mortali non è dato sapere. Non sappiamo se il ministro Giulio Terzi si stia dando da fare, forse è così: ma certamente non è questa l’impressione che sta dando la Farnesina.
Quello che sappiamo è che due marò spediti su una nave a difenderla dai pirati, da interminabili settimane sono ostaggi in India, Paese che non ha alcuna competenza nel giudicare un episodio accaduto in acque internazionali. Quello che sappiamo è che nessuno ha stabilito con certezza (che fine ha fatto la perizia balistica?) se a sparare a quei pescatori siano stati i marò. Quello che sappiamo è che se i marò hanno sparato lo hanno fatto convinti in buona fede di respingere una minaccia ben presente in quei mari infestati da pirati senza che nessuno a cominciare dall’India faccia nulla per impedirlo. Quello che sappiamo è che è ora di fare gli americani e pretendere di processare noi, con le nostre regole e le nostre garanzie, i nostri militari. Perché a questo punto di questa giustizia del… Kerala non ci fidiamo più.
Gli altri italiani rapiti di cui non si sa più nulla, a cominciare da Rossella Urru
@robertobaldini7