Il Bologna s’inchina a una grande Roma, ma Mudi deve giocare sempre
Questa volta il Bologna non ha scuse. La squadra di Pioli si inchina a un avversario forte, tosto, fantasioso e con un progetto di gioco davvero interessante. La Roma di Luis Enrique è una sorta di Barcellona minore, un calco meno nobile, ma molto ambizioso, della squadra campione del mondo.
Con 7 punti nelle ultime tre partite (contro Juve, Napoli e Bologna) i giallorossi puntano dritto alle zone alte della classifica mentre il Bologna resta mestamente inchiodato a quota quindici, con la prospettiva della complicata trasferta di Catania.
Detto delle qualità della Roma, è innegabile che il Bologna di Pioli perda per strada lo smalto e lo spirito battagliero esibiti a piene mani contro Milan e Genoa. Forse la stanchezza per l’impegno ravvicinato, forse un piccolo peccato di presunzione. Resta il fatto che il Bologna svapora in fretta davanti a una Roma abilissima nel palleggio e micidiale negli smarcamenti in zona-gol.
Pioli rinuncia al filtro di Mudingayi per affidarsi a Perez centrale con Casarini e Kone sui lati, forse in omaggio a un piano di mercato che prevede la partenza del belga per altre destinazioni. Se l’idea è questa, il Bologna sta per commettere un grosso errore. La mollezza della squadra del primo tempo, l’incapacità di fare pressing e di mordere l’avversario derivano anche e soprattutto dall’assenza di Mudi. Casarini incide poco, Kone è pallido e incolore. E sul lato sinistro Morleo va spesso in corto circuito contro l’argentino Rosi.
I gol di Taddei e Osvaldo (17′ e 40′) sono la logica conseguenza di un predominio tecnico e tattico indiscutibile. Solo Diamanti sembra vivo e percorso da una scossa elettrica, mentre Ramirez sconta una condizione precaria che lo costringerà a lasciare il campo anticipatamente e il povero Di Vaio si spreme senza frutto.
Le correzioni arrivano solo nel secondo tempo, con Mudi riportato in campo a spese di Casarini e Gimenez al posto di Ramirez. E’ un Bologna che rischia ancora, che vede scintillare Gillet su punizione di Totti e tiro di Lamela. Ma finalmente la squadra dà segni di vita dalla cintola in su. Diamanti e Morleo chiamano Stekelenburg a parate d’autore e Rosi stende Kone in area, aggiungendo una nuova perla alla catena di torti contro i rossoblù. Le violente proteste che seguono costano il cartellino rosso a Portanova e il Bologna è costretto a finire in dieci.
Nella catena dei rimpianti rossoblù anche il posticipo della prima giornata di campionato. Se la gara si fosse giocata a fine estate, come da programma, il Bologna avrebbe trovato una Roma disarticolata e ancora involuta. Questa sera, quattro mesi dopo, si è dovuto inchinare a una grande squadra.