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La riscoperta dell’America (e dell’Europa)

Un mercato transatlantico integrato, tra Unione europea e Stati Uniti d’America, costruito eliminando, secondo un calendario vincolante, tutte le tariffe sulle merci scambiate attraverso l’Atlantico e liberalizzando servizi, investimenti e mercati di approvvigionamento. E’ il primo punto di una serie di suggerimenti contenuti in un rapporto elaborato da cinque grandi pensatoi europei che ha il merito di lanciare la sfida per rinnovare il capitalismo transatlantico in un’epoca nella quale vecchio e nuovo continente sembrano interessati soprattutto a inseguire l’Oriente che galoppa con crescite a due cifre. Paesi che – lo si dimentica spesso — hanno costruito le loro fortune replicando, con le dovute proporzioni, un pezzo del modello inventato da Europa e Stati Uniti: libero mercato e, molto meno, democrazia liberale.
Valori comuni che sono la base della storica alleanza tra vecchio e nuovo Continente e che, proprio di fronte alla crisi, potrebbero essere le fondamenta su cui ricostruire la ripresa. A patto di realizzare una buona manutenzione.
Alcuni numeri per capire l’importanza della posta in gioco: Europa e Stati Uniti — sostiene lo studio redatto da Pawel Swieboda e Bruce Stokes e curato da demosEUROPA, Centre for European Strategy (Warsaw), the German Marshall Fund of the United States (Washington DC), Notre Europe (Paris), Stiftung Wissenschaft und Politik (Berlin) and European Policy Centre (Brussels) — rimangono reciprocamente i partner più importanti per il commercio e gli investimenti: ogni anno attraversano l’Atlantico merci per oltre 600 miliardi di dollari, gli investimenti diretti americani in Europa sono 1,9 trillioni di dollari e queli europei negli States sono oltre 1,7. Tre milioni di europei lavorano per società americane in Europa e tre milioni di americani lavorano per imprese europee negli Stati Uniti. Il rapporto — che potete scaricare dal sito di Notre Europe — è molto complesso. Mi limito a riportare alcune considerazioni relative a uno dei suggerimenti proposti a riguardo della costruzione un’area di libero scambio transatlantico: uno studio del 2010 dell’European Center for International Political Economy di Bruxelles stimava che l’eliminazione reciproca dei vincoli tariffari avrebbe fatto crescere l’export americano in Europa del 17% e l’export europeo in America del 17%. Gli effetti sul Pil — aggiungendo i guadagni della liberalizzazione dei servizi — sarebbe dello 0,47% nell’Ue e dell’1,33% negli Usa. Vale la pena rifletterci?