F1 1975-2015, così al via (part one)
Per finire l’anno in bellezza, mi è venuta una strana idea.
Pensare e realizzare la griglia di partenza della Formula Uno 1975-2015. Quarant’anni di Gran Premi divisi per tredici: file.
Ventisei piloti da individuare, da collocare, puntata per puntata, in una fantasmagorica starting grig. Iniziando ovviamente dal fondo.
Mi sono consultato con i Quadrumviri del Clog.
Il vice Nume Odin è stato come sempre squisito.
L’ammiraglio Nelson66 è stato clamorosamente analitico.
Il ruspante Mazgiorg ha subito contestato un candidato (indovinate chi).
Infine l’ingegner Quattropalle mi ha sfanculato, spiegandomi che è troppo preso dalla corsa scudetto dell’Inter e dal rifacimento dell’Alfa Giulia: ergo mi ha spedito la lista dei campioni del mondo del quarantennio e che mi arrangiassi. Non per niente 4P è uno dei mie commensali preferiti.
Ora, tutti i drivers che saranno nominati li ho visti guidare. O in tv, per chi ha smesso entro il 1984. O dal vivo in pista, dal 1985.
Siete invitati a partecipare, evitando di sparare per intero la VOSTRA griglia: anche voi seguite lo schema, dalla tredicesima fila in su.
Tra quanti aderiranno all’insano progetto, a fine corsa verrà proclamato un vincitore. S’intende che la Griglia del Vincitore non dovrà essere uguale alla mia, ci mancherebbe altro. E naturalmente ognuno è libero di inserire nominativi non presenti nel mio elenco.
Ci siete e ci state?
Il trionfatore verrà designato dai miei Quadrumvri e potrà, volendo, unirsi alle celebrazioni di Allev8, l’eroico re dell’ultimo Quizzone.
Si fa per divertirsi e di solito qui, tra gente sana, ci divertiamo.
Pronti?
Via.
TREDICESIMA FILA.
CARLOS REUTEMANN
L’argentino l’ho conosciuto perché, nei suoi brevi anni Ferrari, era diventato amico di un carissimo venditore di ceramiche, un Mazgiorg ante litteram. Carlos detto Lole talvolta era irresistibile sul giro secco (addirittura Arrivabene l’ha scelto, in una intervista, come perfetto pole man!) e però difettava un po’ di consistenza in gara. Ma il talento non si discuteva e tra gli argentini Reutemann è stato il meno lontano da Fangio il mitico. Il Drake definiva Lole ‘tormentoso e tormentato’, alludendo a imprecisate fragilità caratteriali. Non ha vinto mai un mondiale, anche per colpa di una bizzarra congiura Williams, il suo team!, nel 1981. Una storia pazzesca, frutto dei rancori di Alan Jones. Nel dopo carriera Reutemann si è dato alla politica, con notevole successo in patria. So che ogni tanto passa da Maranello e si commuove. Io un filo meno, magari nel 1978, quando avevo diciotto anni, avrebbe potuto conquistare il titolo. Ma in questa Top 26 secondo me ha diritto di starci.
JENSON BUTTON.
Me lo vidi arrivare giovanissimo ai box, a cavallo del nuovo millennio. Era l’ennesimo Speranza British. Venne presto ridimensionato a flop garantito, se non addirittura a Paracarro (la solita eleganza di Flavio Briatore, gentleman from Cuneo). Taluni ritengono si sia riabilitato con il mondiale del 2009, ottenuto sfruttando la trovata del doppio diffusore, trovata che Ross Brawn ereditò da uno sconosciuto ingegnerino della Honda dopo aver ricevuto il team in regalo. E invece io credo che le cose più belle Jenson le abbia fatte in McLaren, coabitando a testa alta con Lewis Hamilton. Non lo reputo forte come il Nero, però la contesa in famiglia sostanzialmente si concluse in parità. Per stile e per spirito della competizione, Button è un signor driver. Ci aggiungo anche la longevità al volante, dettaglio che non guasta. Sono un suo estimatore, anche un po’ pentito di talune cose scritte sul suo conto nel primo, infelice periodo della carriera.