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F1 1975-2015, in dodicesima fila…

Mi fa piacere.

Il nostro giochino di fine anno (sistemare in una ideale griglia di partenza i migliori 26 piloti visti in pista in quarant’anni, tra il 1975 e il 2015) sta andando alla grande.

Ricordo a tutti che è possibile partecipare in qualunque momento. Per ogni fila, dalla tredicesima alla prima, ci sarà un post apposito. Ovviamente massima libertà di giudizio e assoluta facoltà di motivazione. Uno può anche votare solo drivers in lizza dal 1985 o dal 1993 o anche solo dal 2005 eccetera, come volete.

Io avevo collocato in ultima fila Carlos Reutemann e Jenson Button.

Ora passo alla dodicesima.

RENE’ ARNOUX.

Eh, già. Legittimamente qualcuno obietterà che inserisco Renatino nella lista magica perchè c’era lui a Digione a prendersi a ruotate con Gilles. E accetto la contestazione, nel senso che quella domenica avevo 19 anni e due giorni dopo iniziava l’esame di maturità, insomma non siamo a notte prima degli esami perchè era pomeriggio, ok, ma sì, ci sono episodi che non si dimenticano e figuriamoci se il contesto non aiuta.

Però, al netto della leggenda, guardate che il miglior Arnoux mica era male. In Renault si prendeva a testate con un compagno che si chiamava Prost e il Vecchio di Maranello vinse il suo ultimo mondiale (costruttori) nel 1983 grazie anche alle rombanti follie di Renatino. Poi, nel 1985, il Drake licenziò misteriosamente il francese dopo giusto un Gran Premio, la storia vera io la conosco ma non sono autorizzato a raccontarla e comunque non c’entra con la qualità del driver.

Anni fa, in piazza a Carpi, ho avuto modo di condurre una bella intervista a Renatino. Quando parlava del duello di Digione gli luccicavano gli occhi.

 

DAMON HILL.

Secondo me è stato sottovalutato. Mi spiego. Lo chiamavo sui giornali ‘Il Comandante Zero’ per via del numero che gli avevano appiccicato sulla monoposto, appunto lo 0, quando era il compagno prima di Prost poi di Senna e dopo la tragedia anche di Mansell. Il Comandante Zero era un pittoresco personaggio della guerriglia anti sandinista in Nicaragua. A suo modo, anche il figlio di Graham ha combattuto: nelle foreste della perplessità.

E invece era molto veloce e per un certo periodo è stato un degno rivale di Mister Leggenda, alias Michael Schumacher. Naturalmente il marito di Corinna era di un’altra pasta e su questo non si discute, però Hill Jr. è stato un competitor all’altezza.

Sull’epilogo del 1994 in quel di Adelaide, non mi pronuncio. All’epoca pensai al bizzarro incidente di gara, riconducibile a dinamiche involontarie. E so che anche Damon era di quella stessa idea. Dopo Jerez 1997, è stato un suo diritto cambiare opinione e ammetto che il dubbio adesso ce l’ho anch’io e me lo tengo, sebbene sia fuori discussione che il titolo, nel 1994, spettasse al tedesco, pesantemente penalizzato da sanzioni draconiane.

Infine, stavo a cena nello stesso ristorante di Hill quando vinse, incredibilmente, una gara folle a Spa, nel 1998. Certamente fu aiutato dalle circostanze e dall’inelegante (eufemismo) comportamento di Coulthard, però provateci voi a vincere sulle Ardenne con una Jordan e poi ne riparliamo.

A voi. E buona domenica a tutti.