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Buon anno con Baldo, Fitti e Jones

Buon anno a tutti. Ottimo finale e miglior principio. Anche al carissimo Baldo, alias Luca Baldisserri, che dal 2016 metterà le sue competenze a disposizione del giovanissimo Stroll. Io apprezzo tanto Baldo, è stato fondamentale negli anni d’oro della Ferrari e aggiungo che con Jules Bianchi, non si fosse messo di mezzo il destino, avrebbe regalato alla Rossa un formidabile talento.

Ora la nuova fila della Griglia di Partenza 1975-2015, con un grato pensiero a quanti si stanno divertendo tramite l’innocente giochetto (ah, ho una figlia laureanda in psicologia, dovrò sottoporle l’ardita teoria di brother Andras sul Triello Schumi-Kimi-Alonso!).

Settima fila.

EMERSON FITTIPALDI

L’ho conosciuto di striscio quando già era un ex in F1. Grandioso personaggio, anche per le imprese americane, maturate in una età non più verdissima. Fece da ponte tra le generazione eroica di Stewart, Hill padre eccetera e quella di Lauda e di Hunt. Mangiando in continuazione fagioli neri, è stato il pioniere della via brasiliana all’automobilismo. Me lo ricordo malinconicamente un giorno a Morumbi, tra quanti portavano la bara di Ayrton. Rammento i suoi ultimi duelli con Niki e poi anche il coraggio di gettarsi in una avventura pittoresca come la Copersucar. Allora certe cose erano ancora possibili, anche se mancarono i risultati. Ah, poi quasi nessuno lo sa, ma la notte del rogo del Ring il primo pensiero del Vecchio fu di mettere Emerson sulla Rossa, a mò di riserva di lusso. Nemmeno questo accadde, ma sarebbe stata una soluzione spettacolare.

 

ALAN JONES.

Cattivissimo lui. Quello che fece per far perdere al compagno di squadra Reutemann il mondiale del 1981, insomma, fa il paio con il Marquez più recente, anche se lo spagnolo non era team mate di Valentino. Ma che pilota! Talvolta sembrava il Tasmaniano dei fumetti, si riallacciava alla oceanica tradizione degli Hulme e dei Brabham, probabilmente se Webber avesse avuto un’oncia della sua ferocia l’ottimo Vettel non avrebbe vinto quattro mondiali di seguito con la Red Bull. Poi, paradossalmente, di Jones ho in mente la sconfitta incredibile di Montecarlo81, a cospetto di Gilles. Ero un giovanotto, fu una domenica nella quale compresi perchè l’automobilismo non fosse e non potesse essere solo bielle pistoni cerchioni scarichi.

Jones ha vinto il primo mondiale nella storia della Williams e anche questa è cosa da considerare. Inoltre, forse è stato lui vero Piedone a conquistare il titolo. Anzi, il penultimo: Mansell, in certe cose, gli somigliava molto. E secondo me Nigel era più forte, come dimostrerà questa allegra classifica.

Ancora buon anno, sisters and brothers.