All’ombra dei predoni
NON AVREI mai comprato un’auto usata da Francesco Belsito. In realtà nella vita può succedere di tutto e probabilmente ho sottovalutato le capacità dell’ex tesoriere della Lega. Sono però altrettanto convinto che l’età e l’esperienza possano essere di grande aiuto quando si tratta di riconoscere pregi e difetti di una persona. Ma dubitare di sé e delle proprie intuizioni è sempre bene. E così, trovandomi ospite di un salotto televisivo la sera stessa delle dimissioni di Bossi e per giunta seduto al fianco di un leader leghista della prima ora, non ho saputo trattenermi dal rivolgergli a bruciapelo una domanda, ovviamente a microfoni e telecamere spente: «Ma lei avrebbe mai affidato i suoi risparmi a Belsito?». La risposta non si è fatta attendere: «Se avessi voluto fare soldi non avrei avuto un solo dubbio, perché in questo è bravissimo». Non lo nascondo, mi ha spiazzato. In un primo momento ho anche pensato di non avere compreso le potenzialità dell’uomo che ha inguaiato la famiglia Bossi, di essermi fermato all’apparenza, ma ho poi capito di essere nel giusto. Belsito può probabilmente far fare soldi a palate, ma danneggiando chiunque gli capiti a tiro. In pratica, fortunato chi lo assolda, malcapitato chi lo incontra.
ALLE PRIME banali e personali considerazioni, si sono aggiunti altri cattivi pensieri. Quegli stessi che in questi giorni arrivano via mail dai nostri lettori e che esprimono tutto il loro disprezzo verso i politici e i partiti che rappresentano. Il rischio del qualunquismo, ovviamente, è dietro l’angolo, ma la sensazione è che si sia smarrito il senso della misura. Nessuno crede che i politici debbano essere santi e nemmeno che siano viceversa tutti dei vampiri. Ciò che però colpisce è la capacità di prendere ciò che c’è da prendere finché possibile, come se fosse dovuto in nome del potere che rappresentano, salvo poi scaricare ogni responsabilità addosso a fantocci che sembrano messi apposta in ruoli chiave proprio per trasformarsi all’occorrenza in capri espiatori. Ovviamente lo scaricabarile è bipartisan. Oggi si invocano interventi, ma fino all’altro ieri, prima che nuove procure si mettessero in moto portando alla ribalta squallide intercettazioni e cassaforti contenenti carpette stile «Padrino», tutti zitti e buoni. Ma la misura è colma e gli italiani sono stanchi di vedere personaggi come Belsito che occupano ruoli chiave solo perché sono bravi a far fare soldi a palate ai soliti noti.