Conciliare lavoro e famiglia: ora si può
LE NUOVE DECISIONI prese nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri in tema di lavoro non hanno avuto, secondo me, l’attenzione che meritavano. In particolare mi pare molto interessante l’introduzione della flessibilità, cioè la possibilità che la prestazione lavorativa possa essere svolta in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno. Potrà riguardare tutti, lavoratori a tempo determinato o indeterminato. Veramente una svolta.
Marco G., Milano
CHE IL MONDO del lavoro negli ultimi 10 anni sia cambiato è un dato di fatto. Le garanzie, la sicurezza, la stabilità economica sono venute meno. Tutto ciò ha dato vita a una generazione professionalmente instabile e incapace di fare progetti a lungo termine. Naturalmente, in una simile situazione, a essere più penalizzate sono state proprio le donne. Che si sono trovate a dover affrontare, oltre alle difficoltà comuni a tutti, anche quelle relative alla complessità di gestire e conciliare vita professionale e vita familiare. Da qui la necessità di inventare nuove forme di lavoro, lo smart working o lavoro agile. Obiettivo: aumento della produttività e più facile conciliazione degli impegni di lavoro con quelli familiari. Così molte donne sono state capaci di reinventarsi. Conciliare, innovare e competere sono i tre obiettivi dello smart working apparentemente in antitesi uno con l’altro, ma che meglio si conciliano con un nuovo approccio di organizzazione aziendale. I fautori delle decisioni alla macchinetta del caffè sono avvertiti.
laura.fasano@ilgiorno.ne