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Elogio di Gattuso, campione autentico e uomo vero

E’ tornato a giocare da titolare dopo sette mesi. Durante questo periodo, ha rischiato una grave menomazione della vista, a causa di un problema al nervo ottico. Ma Rino Gattuso non ha mai mollato, nemmeno per un minuto. D’altra parte non sarebbe ciò che è: un campione autentico, un uomo vero.

Se mai ne avessimo avuto bisogno, ce ne ha dato una conferma ieri sera, a Verona. Quattordici giocatori indisponibili; Nesta in campo con la febbre; Abbiati e Yepes  che si fanno male durante la partita, ma rimangono comunque in gioco, Gattuso che resiste per 61 minuti prima di uscire a causa di un acciacco muscolare.  “Non penso al futuro, prendo 12-13 pasticche al giorno, è dura andare avanti a cortisone”.

Gattuso ha 34 anni, ma il tempo non scalfisce il suo carattere, il suo modo di essere.

Campione del mondo con la Nazionale nel 2006 dopo essere stato Campione d’Europa con l’Under 21 nel 2000, in maglia rossonera ha vinto  2 coppe dei Campioni, 1 mondiale per club, 2 scudetti. Conta 465 presenze e 11 gol. Uno così bisognerebbe clonarlo e non soltanto per ciò che ha fatto e per ciò che ha vinto. Gattuso incarna lo spirito del Milan e dell’uomo di sport. Dice che se uno nasce tondo non può morire quadrato perchè coltiva le virtù della lealtà e della coerenza in questo mondo di farabutti e di imbroglioni. Rispetta gli avversari, a cominciare dalla Juve: “Quando Conte ha detto che al Milan dobbiamo far sputare sangue mi è sembrato Al Pacino. Mi sono gasato anch’io. Comunque complimenti alla Juve per tutto ciò che sta facendo. Noi, però, non molliamo”. Uno, dieci, cento Gattuso.

 

Xavier Jacobelli

Editorialista  www.quotidiano.net