Cosa mi aspetto dalla Ferrari in Australia
Ok,ci siamo.
Vettel e Raikkonen sono già a Melbourne. Tutti i piloti stanno arrivando alla spicciolata. Maurizio Arrivabene è partito oggi dall’Italia.
Noi ci siamo tenuti buona (spero!) compagnia per un intero inverno e in fondo è a questo che servono gli amici.
Dirò qui e ora cosa mi aspetto dalla Ferrari in Australia.
E’ giusto che un tifoso immagini una cavalcata vittoriosa. E’ giusto perché la passione viene alimentata dall’entusiasmo.
Notoriamente io sono un tifoso, ma ho anche il dovere di esercitare un sano equilibrio.
Veniamo da un campionato nel quale la Mercedes ha vinto 16 Gran Premi.
E la Ferrari 3.
Le regole tecniche, nella sostanza, sono rimaste identiche.
C’è qualcosa che mi sfugge, nei ragionamenti di quanti si ostinano a proclamare che la Rossa è ‘obbligata’ a vincere.
Davvero, non capisco.
In che film, scusate?
Qui si parte da 3-16. Tre a sedici. Eri sotto di tredici. Con Vettel e con Raikkonen nell’abitacolo, mica pizza e fichi (un po’ di vodka, ok).
O si capisce questo o è meglio dedicarsi alla canasta, al poker, alla coltivazione di orchidee, al salvataggio dei panda e dei koala. O al lancio dell’Alfa Giuliaì.
Io mi aspetto una Ferrari competitiva con entrambi i piloti.
In gara.
In qualifica, secondo me, sempre al netto di eventuali conseguenze del nuovo format circense preteso da Ecclestone, in qualifica, dicevo, temo non ci sia partita.
Mi aspetto una Ferrari che, sin dall’Australia, possa dimostrare di essere vicina alle Frecce d’Argento, perché poi ci saranno altre venti corse, la caccia al mondiale è lunghissima, mica si esaurisce con la prima tappa.
Ovviamente fa differenza se arrivi terzo (e quarto) con un minuto di distacco o se arrivi terzo (e quarto) a pochi secondi dal tizio (Nero?) che sale sul gradino più alto del podio.
Questo è il vero senso della trasferta australiana, con buona pace delle rodomontate di Sergio Marchionne e dell’eco mediatico di deliziosi trombettieri.
Poi, s’intende, felicissimo di essere smentito.
Ma si parte da 16 a 3 e aver finto di dimenticare la premessa statistica è stato e resta, da parte chi comanda, un oltraggio al buon senso.
Naturalmente, ci sarà modo di riparlarne, qui e altrove.