Del Piero e Totti, i campioni infiniti che esaltano il nostro calcio
Mai dire mai nel campionato più incerto del mondo.
Mai dire: “Del Piero è alla conclusione della sua straordinaria avventura in bianconero perchè questa sarà la sua ultima stagione con noi” (Andrea Agnelli, presidente della Juve, Torino, 18 ottobre 2011).
Mai dire: “Il caso Totti sta uccidendo la Roma” (Walter Sabatini, direttore sportivo giallorosso, Roma, 2 settembre 2011). Perchè le parole sono un conto, ma poi c’è sempre il campo che può costringere a rimagiarsele a una a una.
Del Piero, 37 anni e Totti, 36 anni, sono due campioni infiniti che esaltano il nostro calcio e spiazzano i detrattori, i superficiali, quelli che non capiscono che cosa significhi avere la fortuna di avere gente come loro. Hanno segnato l’uno e l’altro, a distanza di un minuto l’uno dall’altro: sono inimitabili.
Del Piero ieri sera ha giocato la partita n.700 con la Juve, ha firmato il gol n.289 pur non partendo ancora una volta da titolare. E’ entrato a 18 minuti dalla fine e ha deciso la partita a 8 minuti dalla fine: caro Agnelli, che cosa deve fare di più per convincerla a confermarlo?
Totti ieri sera ha giocato la partita n.636 con la Roma, ha segnato il gol n.267 forse anche perchè, finalmente, non è stato costretto a giocare a 40 metri dalla porta avversaria. Del Piero come Totti antepone gli interessi della squadra a quelli personali.
Eppure, l’uno e l’altro potrebbero tranquillamente pensare ad un futuro lontano dal campo, considerato tutto ciò che hanno vinto. Del Piero e Totti sono due simboli, due totem, due icone. Beato chi li ha.
Xavier Jacobelli
Editorialista quotidiano.net