Ecco cosa insegna l’Australia a Seb e Kimi
A bocce ferme.
Ecco alcune cose che l’Australia ci lascia in eredità.
1) Erano anni che dopo la prima curva del Gp inaugurale non c’erano due Ferrari al comando della corsa. Anni.
2) Sono banalmente d’accordo con me stesso: alla fine, conta l’ordine d’arrivo.
3) Storicamente, di solito chi vince a Melbourne poi è probabile si aggiudichi il titolo.
4) Senza la bandiera rossa innescata dall’incidente di Alonso, secondo me Vettel avrebbe vinto. Manca la controprova, ma insomma, gli indizi ci sono.
5) Con il senno di poi è stato un errore far ripartire Seb con le supersoft, mentre Rosberg e Hamilton montavano le medie.
6) Ma qui arriviamo al nocciolo tecnico, nell’immediato: la Ferrari rende meno con le gomme più dure. Bisogna capire quanto hanno inciso le temperature australiane e quanto dipenda dalla configurazione della SF 16 H.
7) Comunque, per come si erano messe le cose, alla Mercedes è andata non bene ma benissimo.
8) Un altro aspetto da non sottovalutare. Non sempre il Nero, vero beneficiario degli eventi australiani, cannerà di brutto la partenza. E siccome in qualifica, al netto delle geniali trovate sul format, la Rossa è ancora indietro, ecco che l’affare si complica. Se sei sempre costretto a rincorrere, anche a prestazioni ravvicinatissime poi si fa dura. Tale consapevolezza aumenta il rammarico per l’occasione perduta.
9) Fra qualche mese, quando sentirò qualcuno citare la differenza punti tra Vettel e Raikkonen, sarò lieto di pregarlo di calcolare i guasti sulla macchina del Santo Bevitore. Che è più sfigato di un cane in chiesa. Ma, a parte le facezie da ubriachi (di vodka) al bar, diceva Josè Mourinho che per vincere dove conta, cioè in Champions, i dettagli debbono essere perfetti.
10) Sulla Ferrari in Australia i dettagli non erano perfetti, vedi rottura auto Kimi, pit stop infelice Seb, perplessità su scelta strategica.
11) Ma proprio perchè queste cose sono chiare, non sono pessimista e nemmeno sfiduciato. Appunto, dopo anni e anni alla fine della prima curva del Gp inaugurale c’erano due Ferrari al comando. Due, sottolineo.
12) ‘It’s not over until is over’ (Yogi Berra). Favoriti restano i piloti Mercedes, che però si porteranno via punti a vicenda.
13) Ci si può provare, ecco.