Il lutto di Allison, l’orrore di Bruxelles
Un pensiero per James Allison, colpito da un lutto gravissimo, la scomparsa improvvisa della moglie.
Conosco poco James, ma so che è una bella persona, molto legata all’universo Ferrari. Ricordo la sua emozione per la vittoria di Vettel un anno fa in Malesia. C’era, nella sua partecipazione all’evento felice, tutta la sensibilità di chi si riconosce in un sogno collettivo, a prescindere dal passaporto, dalla identità, dalle origini.
La stessa riflessione, sui passaporti e le identità e le origini che non possono essere ostacoli, mi accompagna quando, sempre più spesso, mi imbatto in tragedie disumane come quella di Bruxelles.
Vedete, per la mia generazione, per quelli più vicini ai sessanta che ai quaranta, poter andare da Palermo a Helsinki senza controllo alle frontiere è stata la realizzazione di un ideale.
Eravamo giovani e speravamo in un mondo sempre più senza barriere.
Oggi è facile puntare il dito e dire che avevamo torto, che ci siamo sbagliati.
E’ possibile. Anzi, è pure probabile.
Ma ci abbiamo creduto davvero, il 1989 per noi fu la sublimazione di un desiderio di pace e libertà.
Non era un desiderio folle.
O era un desiderio folle?