Il pericoloso narciso che si nasconde dietro lo schermo
Ogni giorno 80 milioni di foto caricate su Instagram, 3 miliardi e mezzo di “Mi piace”, un miliardo e mezzo di persone (il 20% della popolazione mondiale) che pubblicano dettagli della loro vita su Facebook. I social media ci stanno trasformando in una specie di narcisisti o lo eravamo già? La verità è che, anche stando 24 ore al giorno sui social, non si può spiegare la complessità della vita. Siamo infinitamente più complessi di un selfie o di 140 caratteri. Lettera firmata, Milano
PROFONDO BISOGNO di ammirazione, mancanza di empatia, esagerata pienezza di sé, ambizione di successo smisurato, bisogno d’attenzione (senza darla in cambio), scelta degli amici in base al prestigio e allo status invece che in base alle qualità personali: sono questi, secondo gli esperti, gli elementi che disegnano una personalità malata di Disturbo narcisistico. I più vulnerabili sono – e non poteva che essere così – i ragazzi fra i 17 e i 21 anni, quando cioè si cerca un posto nel mondo e nella società. Bisogna dare un’immagine positiva, quindi cercare il selfie perfetto è una strada quasi obbligata. Ma c’è di più: sempre secondo analisi universitarie, più una persona è “narcisa” più twitta e twittare per ricevere gratificazioni sociali può portare a sovrastimare l’importanza delle proprie opinioni. Insomma, lo schermo è diventato il luogo perfetto dove i narcisi possono cercare di soddisfare la propria autostima, rafforzare l’immagine online e il smisurato desiderio di visibilità, finendo per essere prigionieri d’autoreferenzialità. laura.fasano@ilgiorno.net