Fare il tifo per Schumi junior
Quattro passi a Misano.
A fare il tifo per un ragazzo.
Del resto, come potrei non sentirmi un minimo coinvolto?
Suo padre mi ha fatto piangere almeno due volte, nella vita randagia del cronista. Una di gioia, nel 2000. E una di commozione, nel 2006.
Poi conosco Luca, l’ingegnere. Siamo stati giovani insieme.
E la signora che fa da manager, Sabine, è una mia collega.
Io non so se Mick Schumacher diventerà un asso del volante.
Ho visto figli onorare la leggenda dei padri: penso a Damon Hill, a Jacques Villeneuve, al Nico Rosberg di oggi.
Altri non sono stati all’altezza del Dna.
Certamente il cognome all’inizio è un vantaggio, apre porte, facilita contatti e contratti, agevola ingaggi.
Ma, alla distanza, può trasformarsi in un boomerang micidiale.
Figuriamoci se tuo padre è il Campionissimo della Formula Uno.
Comunque, forza Mick.
Hai tante corse da disputare, molti sogni da realizzare.
A volte ti immagino di rosso vestito.
E mi viene il magone, sai?