Le vite da corsa di Pino Allievi
Faccio prima a citare l’unica cosa che non mi è piaciuta.
Io una frase ‘Ma con l’arrivo di Marchionne è un po’ come se Enzo Ferrari fosse tornato’, ecco, non la scriverei mai, manco sotto tortura. Nemmeno se mi catturasse Al Bagdadi.
Ma so che l’autore di tale…misfatto ha le sue ragioni per attizzare l’ulcera dell’ex presidente col ciuffo, alias Luca Cordero di Montezemolo. E quindi passi.
Del resto, il libro nuovo di Pino Allievi (‘Vite da corsa’, Giorgio Nada editore) è bellissimo.
Alcuni tra voi sapranno che abbastanza spesso io sono in disaccordo con le opinioni di Pinone.
Otto volte su dieci, all’incirca.
Lui alonsiano. Io raikkoniano. Giusto per citare un tormentone di epoche recenti.
Ma è anche uno dei pochissimi che ho sempre letto e continuo a leggere volentieri.
Aveva ragione Enzo Ferrari.
Il Drake considerava Allievi il più competente, tra i cronisti di un’era.
Credo che il Vecchio avesse intuito che all’origine di un innegabile talento giornalistico c’era la passione. La passione per la velocità, per le macchine, per i motori in generale (un giovanissimo Pino ha scritto tanto di Giacomo Agostini e credo sarebbe l’unico in grado di azzardare un confronto sensato tra Ago e Vale, al netto delle differenze d’epoca.
Ma anche la passione per le cose della vita, ben testimoniata da un libro nel quale appaiono pure figure estranee ai mestieri della pista e proprio per questo raccontate benissimo.
‘Vite da corsa’ è la testimonianza intelligente di una persona in gamba.
Ps.Naturalmente sono certo che Pino non mi darà mai ragione, a proposito di Kimi. Ma da lettore gli debbo tanto e quindi lo perdono.