Gomorra c’è non facciamo finta di niente
Con un’attesa forse mai vista per un prodotto seriale italiano è tornata Gomorra ed ha fatto subito boom per ascolti registrati. Gomorra è tornata e non è stanca per niente. Continua ad attrarre spettatori in Italia e – ahinoi – anche all’estero. La serie è stata infatti venduta in decine di Stati: come dire, continuamo ad esportare un modello di Paese dove dilaga la violenza e i camorristi la fanno da padrone. Complimenti. Mariano Amadori, Milano
LE CONSEGUENZE della prima stagione di Gomorra sono sotto gli occhi di tutti: nelle zone colpite dalla piaga della malavita o della povertà sono tantissimi i ragazzi che hanno elevato a miti i personaggi del tutto negativi della serie tv. Stuoli di ragazzini, anche i più insospettabili, hanno deciso di comportarsi come i protagonisti della fiction. L’emulazione c’è e non possiamo negarlo, a essere sbagliate sono le accuse che puntualmente vengono lanciate nei confronti della fiction. Perché il problema isiede altrove, in un territorio già di per sè martoriato dalla Camorra e da problemi endemici. E non è vero che Gomorra sia solo un’operazione commerciale, perfettamente riuscita, che rischia di essere un pericoloso spot a favore della camorra. In realtà è un racconto cupo e crudele di quanto ci si possa spingere oltre una volta che si diventa ingranaggi di una macchina letale. I protagonisti sono disposti a tutto, più di prima, peggio di prima.Gomorra è purtroppo il racconto di una parte d’Italia che esiste sul serio. laura.fasano@ilgiorno.net