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La Ferrari e gli ingegneri del lunedi

Avercene, di Gran Premi così!

Pensavo, durante l’ultimo giro di Barcellona, che se Verstappen fosse ancora in pista all’età di Kimi Raikkonen, ecco, saremmo grosso modo nel 2034.

  1. Morto io, tutti vivi voi.

E da solo questo banalissimo dato rende l’enormità di quanto accaduto in Spagna. C’era qualcosa di romantico, in quel corpo a corpo generazionale.

Bellissimo, anche perché piuttosto raro, nello sport in generale.

Le altre cose.

Diceva Enzo Ferrari che l’Italia è piena di ingegneri del lunedì.

Bravissimi, dopo, a spiegare cosa non ha funzionato in corsa.

Ma siamo tutti ingegneri del lunedì, io per primo!, noi che ci cibiamo di passione a 300 all’ora.

Naturalmente, gli eventi hanno dimostrato che la strategia migliore, domenica, era quella adottata da Verstappen e dal Santo Bevitore. Un lungo stint con gomma media e via fino alla bandiera a scacchi.

Ma io escludo che in Red Bull abbiano deliberatamente sacrificato Ricciardo per propiziare l’impresa del Bambino d’Oro. Così come escludo che in Ferrari si siano detti: chi se ne frega di Seb, puntiamo sul compagno di Minttu.

Diavolo, e come facevano a sapere che la gomma media avrebbe retto sino alla fine? E come potevano essere sicuri che Kimi sarebbe restato per giri e giri e ancora giri negli scarichi di Max? E come facevano, i Bibitari, ad avere la certezza che il Bambino non avrebbe sbagliato una frenata, non sarebbe mai andato largo in una curva, eccetera eccetera?

Diabolici sì, i Bibitari. Ma non fino a questo punto. Inoltre, Maurizio Arrivabene non somiglia ad Eva Kant.

Dopo di che, ripeto, la scelta giusta era quella adottata per l’olandese e per il finlandese. Con il senno di poi: perché io, quando ho visto Ricciardo e Vettel  optare per la soluzione opposta, ho istintivamente pensato che i loro ingegneri fossero nel giusto. E ci stava anche, sull’uno e sull’altro fronte, ‘sdoppiare’ le strategie, trattandosi di battaglia a quattro.

Comunque, su materie come queste il dibattito è sacrosanto, le opinioni sono libere. Semplicemente, come ironizzava Ferrari, ‘dopo’ siamo tutti fenomeni.

Caro il mio vecchio Drake. C’è un motivo, se io ti adoro.