Il basket e la Rai, un falso problema
STREPITA il basket davanti al ‘dispetto’ della Rai, che all’ultimo momento non manda in diretta Cantù-Siena, rivelatasi la partita più bella della stagione: a farla spostare più in là non è il pallone-padrone, bensì volley e hockey su ghiaccio con le loro gare scudetto. S’indignano giornali, radio e telespettatori, s’offende la Lega dei canestri, che emette un comunicato di protesta: non è arrivata a tanto nemmeno tre mesi fa, quando La7 l’ha sloggiata dal suo salotto per piazzarla nel sottoscala. E’ il piagnisteo di uno sport che ha la memoria corta: se c’è una caratteristica che la tv di Stato col tempo non ha perso è proprio la mancanza di certezze su orari e palinsesti. Difetto che non è stato cancellato nemmeno dall’arrivo del doppio canale sportivo sul digitale terrestre: anche con più spazi a disposizione, in Rai l’unica sicurezza è la precarietà. Si sapeva fin dal giorno in cui si è deciso di ripudiare la qualità e la puntualità di Sky: come ogni medaglia, la tv ‘in chiaro’ avrebbe avuto, fra gli altri, anche questo rovescio. Prima o poi, insomma, poteva capitare: al di là della forma (la Lega è stata avvisata soltanto sette ore prima della partita), qui a stupire non è la Rai, ma chi si stupisce.
NON STUPISCE che, mentre gli altri discutono, il volley si muova. Anche lì la crisi è arrivata in modo pesante: tre club di A stanno per chiudere, altri non se la passano benissimo. Già pronta la ricetta: blocco delle retrocessioni e spazio agli italiani. Nelle intenzioni, servirà anche per consentire al secondo sport per praticanti dopo il calcio di mantenere alto il livello delle Nazionali: il numero uno Carlo Magri sostiene che se la pallavolo dopo 4 semifinali olimpiche «non andasse ai Giochi, il presidente dovrebbe emigrare all’estero».
Il basket, che pur guardando in tv le Olimpiadi da due edizioni continua ad aver sede in Italia, prenda nota e, possibilmente, provveda. Senza scuse. Già smentita la teoria di dover avere tanti stranieri per esser competitivi in Europa: il più greco degli Olympiacos ha eliminato Siena dall’Europa. Resta il problema degli elevati ingaggi degli italiani: producendo più giocatori, aumenterà la concorrenza e si abbasseranno i prezzi. Chi non lo farà, rischierà di restare a guardare: è già successo, anche di recente. Dopo di che, bisognerà trovare il coraggio di scoprire giocatori, oltre che lanciarli: Stefano Michelini, buon tecnico e buon commentatore tv, ricorda che nessuno pensava che Di Bella dalla D potesse giocare in B, poi in A2, in A e infine in Nazionale, come gli è riuscito. A conferma che le teorie si dimostrano con la pratica: è un buon consiglio. Oltretutto, arriva dalla Rai.
La frase della settimana. «Porta un blocco esageratamente in movimento» (Ugo Francica Nava, voce di La7d, rivela che ci sono falli più irregolari di altri).