Ultravox, guarda chi si rivede
Premessa: sono talmente out dal mondo corrente, che non sapevo nemmeno che si fossero cimentati in un ‘reunion-tour’. E ora scopro, dalle gelide agenzie stampa, che gli Ultravox si sono riuniti da tempo, pensate un po’, hanno perfino un nuovo album d’inediti a fior di labbra, ‘Brilliant’. E loro sono Midge Ure, Billie Curry, Chris Cross e Warren Cann. Non so come sarà questo disco, così a pelle mi vien da dire che difficilmente lo acquisterò, ma questa agenzia stampa mi ha illuminato. Perché gli Ultravox sono stati un lampo della mia giovinezza. Quali Ultravox intanto? Ah già. Fino al 1979 erano molto particolari, sound elettronico, con un leader spettacolare, John Foxx, puro carisma. Segnatevi questi due album ‘Ultravox!’, e ‘Ah! Ah! Ah!’. Creativi, originali, magari non vendevano un granché, infatti quando Foxx andò a caccia di gloria e suoni sperduti con una carriera solista da kamikaze, gli Ultravox continuarono, ma modificando la rotta. Ecco un electro pop, ballabilissimo. Diavolo, erano gli anni 80, il synth era un gingillo indispensabile, quasi quanto il mellotron negli anni 70. Gli Ultravox, quegli Ultravox, registrarono un album di struggente bellezza, ‘Vienna’, un incantesimo malefico. ‘Astradyne’, ‘New europeans’, ‘Private lives’, ‘Passing strangers’, ‘Sleepwalk’, ‘All stood still’, e ovviamente la title track. perfetta fusione fra piano e synth, voce e violino, ritmo e suoni gotici. Bei tempi. Era il 1980. L’anno dopo fu l’ora di ‘Rage in Eden’, non male, anzi, un gran bel disco. ‘The voice’ faceva accaponare la pelle, anche perché gli Ultravox levigavano video suggestivi, e quello di ‘The voice’ faceva paura tant’era bello. Poi la curvatura del cerchio smise di mostrare il volto bello della luna, spuntarono cd così così, ‘Quartet’ e ‘Lament’, con qualche bella canzonetta, ma capii che era veramente finita quando mi ritrovai ‘Breathe’ di Midge Ure come spot tv della Swatch.