Prandelli, un bel gol per i gay: “Ognuno deve avere il diritto di essere libero di amare chi vuole”
Cesare Prandelli si conferma un ct in prima linea contro i pregiudizi, un signore per il quale l’impegno civile non è un modo di dire, un simbolo sempre più importante del nostro calcio, anche fuori dal campo, dopo avere ricostruito la Nazionale uscita a pezzi al mondiale sudafricano 2010.
Testimonial delle campagne per la sicurezza stradale e per l’aiuto ai familiari dei malati terminali di cancro; tecnico della Nazionale che porta ad allenarsi in Calabria su un campo confiscato alla ‘ndrangheta e adesso in gol per i gay.
Allo scopo di ribadire che ognuno ha il diritto di vivere e di amare chi crede e come meglio crede, prendendo a calci il razzismo e l’omofobia.
«Stupisce quando fa clamore una notizia che non dovrebbe essere notizia; quando uno parla d’amore, quando si parla di sentimenti, ogni persona deve avere il diritto di poter essere libero di amare chi vuole».
Questo ha detto Prandelli, rispondendo a Firenze alle domande dei giornalisti in merito alle reazioni alla sua prefazione del nuovo libro di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano ‘Il campione innamorato. Giochi proibiti dello sport’. «Il mondo del calcio non è fuori dalla società – ha aggiunto Prandelli -, non è fuori dal mondo: è nel mondo».
Assieme al sindaco di Firenze, Matteo Renzi (che si è detto «d’accordo con il mister, come quasi sempre accade»), nel Giardino dell’Orticoltura a Firenze all’inaugurazione di un monumento alla solidarietà: si tratta del taxi Milano 25 di Caterina Bellandi, che ha trasportato migliaia di bambini malati e che oggi viene sostituito da Lucàs Cab. «Caterina è una persona straordinaria – ha sottolineato Prandelli -. Quando c’è sentimento, quando c’è amore, non bisogna avere paura dei propri sentimenti e bisogna rispettare ogni forma d’amore. Questa è una forma d’amore». Complimenti, Cesare.
Xavier Jacobelli