Perché e’ bello tifare Bolt (salvo doping)
Salvo doping.
Uso l’avvertenza non perché nutra sospetti, anzi. Solo a scopo precauzionale, vista l’aria.
Di sicuro a Bolt gli aggiornamenti in corso d’opera riescono meglio che alla Ferrari!
Da alcuni anni inizia la stagione così così, corre poco, lamenta oscuri malanni.
Poi arriva la gara che conta e la vince.
Dando spettacolo.
Io sono molto orgoglioso di aver raccontato le sue imprese, olimpiche e non solo.
Non posso dire di conoscerlo, ma è uno di quei campioni che hanno segnato la mia fortunata carriera di vagabondo al seguito di storie da narrare.
Lui come Ayrton, come Schumi, come Alberto Tomba, come Carl Lewis, come Andrea Giani, adesso come il mio nipotino Gregorio Paltrinieri.
Quando ti imbatti in un fuoriclasse, provi un sentimento particolare. Ti dici: guarda di cosa e’ capace l’essere umano quando alza il livello della sfida.
E siccome nessun bipede aveva vinto tre volte di seguito i 100 alla Olimpiade e c’era Bolt che correva e c’ero anch’io a guardarlo, ecco, uno si sente testimone della storia che si fa sotto i tuoi occhi.
Questo i brasiliani l’hanno capito benissimo e infatti adorano Bolt come i ferraristi idolatravano Schumi.
E’ stato molto bello fare notte allo stadio del Botafogo.
Sono queste le cose per le quali uno come me sopporta ancora le ansie di una vita randagia.
Buon ferragosto a tutti.