Quella differenza tra Webber e Rosberg
Mi sono chiesto quante volte, nell’arco di questa stagione, Mark Webber si sia rivisto in Nico Rosberg.
Meglio ancora.
Webber deve aver malinconicamente riflettuto su quanto poteva essere e non fu.
Nel senso che l’australiano ha guidato la Red Bull dominante dell’epoca d’oro e per lui zero tituli. Mentre Rosberg, almeno per ora, sta offrendo una speranza ai piloti che rifiutano l ‘etichetta di numero due (cioè tutti, in teoria ).
Ora che Mark si congeda dalle corse, posso forse rimproverargli una carenza di cattiveria, una propensione alla signorilità, un tratto di buona educazione.
Ma mi accorgo che queste sono virtù, forse però non per un driver di Formula Uno.
Ero a Melbourne quando Webber arrivò quinto con la Minardi.
Ero ad Abu Dhabi nel 2010 quando Mark perse, non da solo, il titolo cui era stato più vicino.
A volte la differenza tra gloria e delusione e’ sottilissima, davvero.