Tra Binotto e De Boer
Mister Smith va a Washington.
Era il titolo di un bel film di Frank Capra. La storia di un uomo mite e semplice (ma non un sempliciotto!) catapultato tra i veleni e gli intrighi del Potere.
Now Mr. Binotto goes to Austin.
Credo che Mattia voglia verificare da vicino alcune cose.
Da interista come me, si starà chiedendo se sia più complicata la situazione sua o quella di Frank De Boer.
Che il 2016 della Ferrari sia stato tremendamente deludente, beh, e’ fuori discussione.
Notoriamente io non ho mai creduto a certe smargiassate pre campionato. Ho sempre immaginato che il mondiale lo avrebbe vinto la Mercedes.
Ma 17 gare senza una vittoria Rossa, ecco, non le avevo messe in preventivo.
Le mie perplessità sull’ultima svolta di Marchionne le ho messe per iscritto in tempo reale.
Poi, a scanso di equivoci, io ricordo che Todt, che era Todt!, ci mise sei anni e mezzo per conquistare un titolo costruttori.
E a Montezemolo presidente ne servirono otto, di anni.
Sono riflessioni impopolari, I know.
Infatti io non vorrei essere al posto di Binotto.
Men che meno di De Boer.