Il meccanico di Gilles e la F1 moderna
Nel giorno in cui la Williams ha ufficializzato baby Stroll accanto a Bottas per il 2017, farò una ennesima concessione alla nostalgia (sempre canaglia, ci mancherebbe).
I meno giovani forse ricorderanno Piroun Corradini, storico meccanico Ferrari, ai box con lauda e con Gilles eccetera ma anche primo meccanico di Vettel quando Seb, ancora in Red Bull, andò a guidare una Rossa storica non rammento più dove.
Ogni tanto ci sentiamo, anche perchè egli medesimo gode molto a complimentarsi con me per i trionfi dell’Inter.
Bene.
Sostiene Corradini che a Mexico City non andava punito Verstappen. E non andava punito Vettel. E men che meno Ricciardo.
Che senso ha, mi ha spiegato, avere introdotto regole che negano a chi guida il piacere del duello estremo? Non sono sempre stati, attacchi e difese, il sale dei Gran Premi?
E’ una osservazione persino banale, nella sua piatta autenticità.
Cioè (e Corradini c’era) il Villeneuve di Jarama, che nel 1981 venne accostato a Nuvolari per aver stoicamente protetto la prima posizione cambiando stile di guida quasi ad ogni curva, beh, oggi sarebbe probabilmente impiccato in diretta tv appena varcato il traguardo, altro che trionfo internazionalpopolare.
E’ cambiato il mondo. Sono cambiate i costumi, le abitudini, le reazioni.
Il punto, mi chiede Corradini, è chiedersi se questi mutamenti fossero, tutti, davvero necessari e positivi per la Formula Uno.
Ecco, appunto.