Quando Dennis parlava solo con i padroni
Da oggi è ufficiale.
Gli altri azionisti hanno sfrattato Ron Dennis.
Già ne avevo parlato in questa sede, quando ancora la vicenda si stava evolvendo.
A prescindere da imprevedibili sviluppi, è la fine di un’era.
Dennis ha governato la McLaren di Lauda e di Prost, di Senna e di Hakkinen, fino ad Hamilton, lanciato da lui nel 2007.
Non starò qui a ripetere la litania sulle conseguenze della spy story del 2007. Aggiungo che non è stato fortunato, numeri alla mano, il doppio ritorno in McLaren di Alonso e della Honda.
Voglio invece narrare una storiella di seconda metà anni Novanta.
Eravamo a Spa.
Conferenza Fia dei team principal.
Non ricordo più quale aspra polemica dividesse Ferrari e McLaren.
Stava parlando Jean Todt, a nome della casa di Maranello.
Dennis intervenne dandogli sulla voce e disse: sia chiaro che io non posso confrontarmi come un dipendente come il signor Todt, io sono un proprietario e i miei unici interlocutori sono i proprietari della Ferrari.
Il Pinguino francese stava per addentargli la giugulare.
Fu una scena da film.
E oggi vale come Nemesi, visto che sono stati altri padroni, sceicchi e no, a mettere alla porta Ron Dennis.