Addio a Paolo Scaramelli, re dei meccanici Ferrari
No.No.No.
Invece, e’ vero.
Stanotte, stroncato da un attacco cardiaco, se ne e’ andato Paolo Scaramelli.
Paolino.
Storico meccanico della Ferrari di Lauda e di Gilles, Fino a Schumi.
Il destino ha voluto che fosse a tavola con me, quando si è sentito male.
Avevamo voluto vedermi perché finalmente aveva deciso: avremmo fatto un libriccino insieme. Io, lui, Corradini, Levoni. Gli operai della Rossa. Pezzi della mia vita, delle nostre vite.
Stavamo parlando bene di Maurizio Arrivabene, del presente, delle delusioni, delle speranze. Lui era sempre onesto, schietto, innamorato della Ferrari. Come me.
Ad un certo punto ha smesso di conversare. Come se gli avessero staccato la spina.
Ho capito subito. Insieme ad altri cinque ferraristi che erano con noi ho chiamato l’ambulanza.
Hanno fatto il possibile, inutilmente . Mentre lo portavano via aveva gli occhi aperti, gli ho preso la mano, gli ho detto no Paolino, per favore no, devi farcela tu e aspetteremo insieme la Ferrari che vince.
Ho avuto l’impressione che capisse, mi ha sfiorato con un dito.
Non potrò dimenticare mai quello sguardo buono, quel lampo di commozione che emanava quando mi ricordava il Vecchio, le sue confidenze, la sua dolcezza, il lavoro come volontario per l’assistenza ai malati, se lo era scelto quando era arrivato il tempo della pensione.
Io lo so che la vita comprende anche i distacchi.
Lo so ma adesso provo un senso di vuoto tale da spingermi a pensare che farei bene a non scrivere mai più. Mai più.
Ciao, Paolino. Me le racconterai tra un po’ , le cose che proprio in questa serata crudele avevamo deciso di narrare.