Se la Ferrari vince. A tavolino
Dimenticavo una cosa!
L’autore, a mio insindacabile giudizio, del più bel pensiero dedicato al quarantottenne Schumi verrà invitato a partecipare alla sontuosa celebrazione dell’ultimo vincitore dell’ultimo Quizzone, sempre che il misterioso samserious in qualche maniera si degni di contattare il cerimoniere, inteso come il vice nume Odin. E si può, ovviamente, continuare a scrivere sotto quel post.
Andando avanti, dirò che nulla c’è di male nella vittoria a tavolino che la Ferrari sembra avere ottenuto a proposito della gestione ‘intelligente’ delle sospensioni.
Proverò a spiegarmi tra qualche riga.
Prima, i fatti.
Simone Resta (per quanto non so) è il chief designer della Rossa.
Sua è la firma di una lettera indirizzata alla Fia.
Nella missiva, Resta chiede un chiarimento. Traduco alla Carlona, in stile Race Anatomy, perchè l’argomento è dannatamente complicato: ma se un team ottiene, senza elettronica, gli stessi effetti delle sospensioni intelligenti o attive, vietate dagli anni Novanta, ha diritto di applicare sulla monoposto tale soluzione tecnica oppure no?
La Fia, tramite Charlie Whiting (aaarrrgghhhh!!! Charlie Whiting, fuck you! Aaaaaarrrgggggg, Charlie Whiting, esatto, proprio lui), mette nero su bianco che la cosa in questione sarebbe illegale.
Ora, pare si mormora e si dice che della geniale trovata si sia abbondantemente servita la Mercedes, nel corso del 2016. E pure la bibitara Red Bull, strada facendo.
Riassumendo.
Ricorrendo al sistema Pinguino, la Ferrari ha segnato un punto. Per sistema Pinguino si intende una geniale strategia ideata da Jean Todt quando ancora non vestiva di cashmere e aveva il colletto della camicia unto. All’epoca, in quanto team principal della Ferrari, The Penguin inondava di lettere la Fia. Non faceva reclami, lui: semplicemente, interpellava. E’ legale la tal cosa? Potremmo farla anche noi? Dateci una risposta, grazie e buona giornata.
Il Sistema funzionava perfettamente. La Fia leggeva, cascava dalle nuvole e dava ragione al Todt ferrarista (si veda terzo pedale McLaren o gomme Michelin spiattellate, eccetera).
Stavolta, con Todt non mittente ma destinatario, clamorosamente da Parigi hanno risposto che la trovata non è lecita.
S’intende che in Mercedes già hanno fatto sapere che non vincevano per quella cosa e quindi se ne strafottono allegramente. Del resto, il meccanismo procedurale non implica alcuna retroattività quindi le chiacchiere sui se e sui ma stanno a zero. Può piacere o meno, ma non da oggi la Formula Uno è governata così. A me non piace dalla benzina Brabham del 1983, però non posso farci nada.
In Red Bull l’hanno presa meno bene.
Io non credo che la faccenduola sia destinata ad avere conseguenze devastanti, ma per la addolorata Ferrari del presente questa potrebbe essere una vittoria a tavolino, la prima da quando Sergione Marchionne occupa la poltronissima presidenziale.
Sugli sviluppi, vedremo.
Anche perchè poi bisogna vincere sull’asfalto, eh.