F1, ottanta giorni all’alba
Usa Today, celebre quotidiano americano, ha una rubrichetta interessante dedicata a fatti o episodi che attirano l’interesse popolare.
Si chiama ‘What we know now’.
Cosa sappiamo adesso.
Ecco, what we know now, cioè a 80 giorni dall’alba del nuovo mondiale di Formula Uno?
Breve riassunto, a puntate, dedicato alle quattro squadre più attese.
MERCEDES. Tappato il buco lasciato da Rosberg con Bottas, salvo impensabili manovre a U in extremis. Nessuna preoccupazione sulla applicazione delle nuove norme tecniche: il vantaggio delle Frecce d’Argento era tale, nel 2016, che già a primavera il progetto 2017 era definito nelle linee generali. Attivate procedure per il ripristino di una relazione positiva con Hamilton, vera mina vagante all’interno della Scuderia. Palese disinteresse per le conseguenze del carteggio Resta (?)-Whiting (aaarghhhhh, Whiting!).
Insomma, fanno gli sboroni. Può darsi ne abbiano diritto.
FERRARI. Il buio oltre la siepe? O il sol dell’avvenir si staglia sullo sfondo? Boh. Di sicuro Maurizio Arrivabene attua scrupolosamente la filosofia marchionnesca. Preciso subito che io sono in merito molto scettico ma il presidente è il presente e ha il diritto-dovere di portare avanti le sue idee.
In sintesi. Non c’è bisogno di individuare risorse umane all’esterno del perimetro del gruppo Fca. Niente trattative con Tizio o con Caio. Ci sono in azienda professionalità da valorizzare senza cedere al fascino della esterofilia. Non esiste la necessità di aumentare gli stanziamenti destinazione reparto corse, perchè non è stata la penuria di quattrini a mandare in crisi la Rossa. Accentuazione del ruolo leaderistico di Mattia Binotto: non era mai accaduto, ai pranzi di Natale di stampo presidenziale, che il direttore tecnico fosse al tavolo, Ross Brawn o Aldo Costa non furono mai presenti alla messa cantata sotto l’albero, Marchionne ha corretto la tradizione per mandare un segnale inequivoco.
Le premesse ‘tecnologiche’ sono un mistero avvolto nell’enigma, a parte il più intenso coinvolgimento di Rory Byrne. Prevale una legittima cautela nelle aspettative: hai paura anche dell’acqua tiepida, dopo che ti sei scottato una volta. Buono ma non determinante sui risultati il risultato politico ottenuto con il carteggio Resta(?)-Whiting (aaaarggghhhh, Whiting!).
I piloti, Seb e Kimi, aspettano buone nuove.
E io con loro.
(continua)