L’altro baratro
MA PERCHÉ un uomo non deve vedere altro futuro se non un muro nero? Perché deve arrivare al suicidio o a compiere gesti estremi? Perché non può pensare che esistano vie d’uscita? Perché non può immaginare altri mondi possibili oltre a quello in cui ha sempre vissuto? Domande non per sminuire la portata della crisi, ma per tentare di comprendere se altre ragioni possono aver portato la nostra società sull’orlo del baratro non solo economico, ma anche etico.
CON ORGOGLIO i padri dei nostri padri parlavano dei figli laureati. I loro occhi si illuminavano raccontando di come, venuti dal nulla, in un’Italia martoriata da due guerre, erano riusciti in questa impresa.
Lo studio era sinonimo di riscossa e di impegno. Non tutti i giovani di quell’Italia lontana potevano riuscire a raggiungere quel traguardo, altri avevano affrontato il mondo del lavoro, ma con uguale dignità portavano a casa il loro onesto stipendio dopo otto ore sudate in fabbrica, nei cantieri, negli uffici. Per gli uni e per gli altri era comunque un’autentica lotta quotidiana, combattutta con serietà e spirito di sacrificio. In cambio chiedevano un futuro sereno, una casa in cui vivere, una vacanza al mare o in montagna e credevano in una società in grado di garantire ai loro figli lo stesso più che decoroso futuro. Quelle che, allora come oggi, erano considerate le solite cassandre, denunciavano un pericolo in agguato, ovvero i guasti provocati dal consumismo incombente. Quei valori semplici, quelle aspettative raggiungibili attraverso l’impegno si sono via via trasformati. Il titolo di studio è diventato un pezzo di carta facilmente acquistabile (senza necessariamente arrivare in Albania) e l’evasione fiscale è divenuta una prassi consolidata. Per decenni chi ha preteso una fattura è stato guardato come un alieno. Perché oggi tutti puntano in alto, molto in alto. Non esiste meritocrazia, ma selvaggio accaparramento di beni. In una società drogata da falsi valori, chiunque si aspetta di poter arrivare dove i nostri nonni nemmeno avrebbero immaginato e le rinunce non si sa cosa siano. Ma per evitare che i nostri figli precipitino in questo diverso baratro non basterà un governo di tecnici.