Con Vettel in pista, uno sguardo dal ponte
All’improvviso ho capito.
Ero inseguito dai ricordi.
Dalla memoria.
Stamattina.
Ponte dei Sospiri.
Non a Venezia.
A Fiorano.
Sotto il ponte, in pista, c’era Vettel che sperimentava su una vecchia Rossa i gommoni da camion.
Versione bagnato.
Stavo lì e mi rivedevo quaranta anni fa e passa.
Il giorno di Lauda post rogo.
Poi i pomeriggi per Villeneuve, per Alboreto, per Mansell, per Prost.
Per Schumi.
Ad un certo punto è arrivato un ragazzino. In bicicletta. Aveva uno zainetto a tracolla.
Guardava Vettel sui gommoni e guardava me.
Guardava me e guardava Vettel.
Mi ha chiesto: ma tu sei per caso…
No, fermati, gli ho detto.
Fermati.
Io ero quello che tu sei ora, una vita fa. Lontano da scuola, felice per un rumore, incantato da una passione.
Il ragazzo mi ha buttato le braccia al collo, forse perchè ha intuito che mi si stava strozzando la voce in gola.
Poi però mi ha chiesto di fare un selfie e per fortuna.
My love will not let you down (BS)